Tassa di successione: che cos’è, come funziona e quanto costa

La tassa di successione, anche detta imposta sulle successioni e donazioni, è una tassa che rimanda ai diritti ereditari. Questa imposta si basa sui beni ricevuti e sul loro valore, tenendo conto però del rapporto di parentela che esiste tra il beneficiario e il parente che è venuto a mancare, e deve essere dichiarata entro e non oltre i 12 mesi dalla morte del proprio parente. Vediamo ora nel dettaglio come funziona la tassa di successione e come redigere la relativa dichiarazione.

Come funziona

La tassa di successione è una dichiarazione che deve essere presentata dagli eredi, oppure dai loro legali rappresentanti, dagli amministratori dell’eredità o di quelli che se ne curano. Naturalmente, se il ricevente dell’eredità è stato a tutti gli effetti il legale coniuge del defunto non c’è l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione. Nel caso in cui ci fosse un grado di parentela basato, per così dire, su una linea retta (figli e nipoti) neanche in quel caso è necessario dichiarare quanto ricevuto. Questo, però, vale soltanto se il valore dei beni non supera i 100.000 euro, e soprattutto se non sono compresi beni immobiliari o diritti immobiliari. Tutto ciò può essere abbastanza diverso se il trasferimento dei beni proviene dall’estero, o se è a favore delle regioni, dello Stato, di ONLUS, degli enti pubblici, delle fondazioni o delle associazioni che si occupano di beneficenza o volontariato. In questo caso, le condizioni prima elencate possono venire a mancare. Mentre nel caso in cui il denaro o i beni siano indirizzati ad associazioni legali di qualsiasi genere, è necessario dimostrare, entro e non oltre cinque anni dal ricevimento del denaro, di aver impiegato quanto ricevuto per gli scopi dichiarati e sui quali si fonda quella stessa organizzazione.

Come redigere la dichiarazione di successione

La tassa di successione e le conseguenti dichiarazioni devono essere presentate per via telematica. Per altre eventuali domande è possibile chiedere maggiori informazioni all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che si occupa di questi aspetti. Infatti, sono tanti i casi che si possono presentare, anche quando, ad esempio, la morte del defunto avviene all’estero, ma con residenza in Italia. Per questo tipo di casistiche bisogna contattare l’ufficio di riferimento presente in quella determinata regione, dove il defunto aveva la residenza italiana. Soltanto successivamente l’Agenzia delle Entrate potrà emettere una ricevuta con la suddetta dichiarazione. Quest’ultima è necessaria perché il beneficiario dell’eredità dovrà prontamente avviare al pagamento di imposte ipotecarie e catastali, le imposte di bollo e di tutti i tributi speciali. La dichiarazione, come già specificato in precedenza, può essere presentata sia direttamente dal dichiarante, il quale deve provvedere ad un pagamento immediato tramite addebito sulla carta di credito, oppure può avvenire tramite un intermediario legale. In questo caso il pagamento può essere anche addebitato online sul conto corrente, successivamente e non in modo immediato. Naturalmente, è importante specificare nella prima dichiarazione quale sia l’intero albero genealogico e in che modo si è stati imparentati con il defunto. A ciò devono essere allegati anche i dati del presunto coniuge, dei figli e di tutti i soggetti che beneficiano dell’eredità, o di chi semplicemente era legato alla persona che è venuta a mancare. Oltre a questo, deve essere presente anche la carta del certificato di morte e dello stato di famiglia. È necessaria altresì un’ulteriore dichiarazione nel caso in cui ci sia qualcuno che voglia rinunciare all’eredità o semplicemente chi ritiene di averne diritto.

Quanto costa la tassa di successione

La tassa di successione che è in vigore in Italia si applica sia alle donazioni che su tutte le tipologie di eredità, le quali sono differenziate dal grado di parentela presente tra la persona venuta a mancare e il beneficiario. Naturalmente tutto ha un costo, la cosiddetta aliquota. Se l’eredità è data al coniuge o ai parenti in linea retta, (cioè nipoti, genitori o figli) allora l’aliquota sarà pari al 4% del valore del bene ricevuto, soltanto però se la donazione o l’eredità è inferiore ad 1 milione di euro per ogni parente. Nel caso in cui il denaro venga donato ad un fratello, l’aliquota sarà del 6%, con una franchigia pari a 100.000 euro per ciascun fratello o per ciascuna sorella. Per tutti gli altri parenti l’aliquota non sale, ma resta del 6%, ma la franchigia in questi casi non viene applicata. Per altri soggetti che non fanno parte della parentela, i quali possono essere amici, personale di servizio o altre persone vicine al defunto, allora l’aliquota aumenterà dell’8% senza franchigie.

Come pagare di meno o non pagare l’imposta

Ci sono, ovviamente alcuni metodi per non pagare l’imposta, in modo del tutto legale. Nel caso in cui si faccia riferimento alle proprietà immobiliari, il modo migliore è intestare la proprietà di una casa o di una abitazione ai futuri proprietari, usufruendo soltanto del cosiddetto usufrutto. Per altri casi, è sempre bene farsi consigliare da esperti per non sfociare nell’illegalità.

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