Prescrizione delle cartelle esattoriali: come funziona?

Con prescrizione della cartella esattoriale si intende il termine oltre in quale la cartella deve essere considerata “scaduta”, e quindi il pignoramento non è più possibile. I solleciti, preavvisi di fermo o ipoteca, atti di esecuzione forzata ricevuti dopo la prescrizione della cartella sono da considerarsi nulli e si possono impegnare davanti al giudice. Quelli che sono consegnati al contribuente prima che la prescrizione sia in atto, interrompono il termine, che decorre nuovamente dall’inizio.

Dopo essere prescritta, la cartella non rappresenta più un titolo esecutivo, e quindi non può essere incassata. Quindi, il cliente non deve più pagare la somma riportata dalla cartella. Se dovesse versarle all’esattore per errore, però, non potrà chiedere che l’importo sia restituito.

Anche in questo caso, non è facile cancellare la cartella dagli elenchi in possesso dell’Agente della Riscossione. Per fare questo, infatti, sarà necessario contattare un giudice. La prescrizione della cartella esattoriale è comunque un evento automatico, che avviene per via del passare del tempo, e non deve essere formalizzata da alcun tribunale.

I termini delle scadenze

Quali sono i termini che bisogna attendere per vedere i propri debiti nei confronti dell’Agenzia Entrate Riscossione sparire? Ecco di seguito la scadenza delle cartelle esattoriali più comuni:

  • Irpef: 10 anni
  • Iva: 10 anni
  • Ires: 10 anni
  • Irap: 10 anni
  • Imposta di bollo: 10 anni
  • Imposta di registro: 10 anni
  • Imposta catastale: 10 anni
  • Imposta sugli apparecchi audiovisivi (cosiddetto Canone Rai): 10 anni
  • Contributi Camere di Commercio: 10 anni
  • Tosap: 10 anni
  • Imu: 5 anni
  • Tasi: 5 anni
  • Tari: 5 anni
  • Contributi Inps: 5 anni
  • Contributi Inail: 5 anni
  • Contravvenzioni stradali (cosiddette multe stradali): 5 anni
  • Sanzioni amministrative: 5 anni
  • Bollo auto: 3 anni
  • Sentenze di condanna del giudice per impugnazioni (rigettate) contro cartelle di pagamento: 10 anni.

Per quanto riguarda le imposte, la scadenza della prescrizione decorre a partire dal primo gennaio all’anno successivo a quello in cui si devono pagare le imposte.

Interruzione della prescrizione

La scadenza delle cartelle esattoriali può essere interrotta da una diffida, un’intimazione di pagamento, una notifica di un’ulteriore cartella per gli stessi importi, un preavviso di fermo o di ipoteca e un atto di pignoramento.

Il giorno dopo aver ricevuto la notifica, il termine di prescrizione ricomincia per un ulteriore periodo uguale al precedente. Ad esempio, per una multa stradale prescritta il 15 dicembre 2017, un sollecito notificato il 1° gennaio 2018 sposta il termine al 15 dicembre 2022, ossia dopo altri cinque anni.

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