Obbligazioni subordinate: cosa sono e come funzionano

Insieme alle azioni, le obbligazioni (tra cui rientrano anche le obbligazioni subordinate) sono lo strumento finanziario più famoso e più usato.

Le azioni non sono sempre adatte per tutti i tipi di investitori. Quando si parla di gestione finanziaria e di come investire i soldi, ci sono strumenti che funzionano per alcuni ma che per altri non sono assolutamente adatti.

È bene ricordare che sono gli obiettivi di investimento a scegliere gli strumenti finanziari e non il contrario.: per questo motivo è necessario espandere il bagaglio in materia di strumenti finanziari e capire quale di questi, o quale combinazione degli stessi sia la più adatta per la situazione e per gli obiettivi di investimento specifici.

Vediamo ora nel dettaglio cosa sono e come funzionano le obbligazioni subordinate.

Cosa sono le obbligazioni subordinate

Una obbligazione subordinata è una parte di debito pertinente ad un determinato ente emittente. Quest’ultimo viene finanziato attraverso la sottoscrizione dell’investitore, che diventa creditore verso l’ente stesso.

Si chiamano subordinate, proprio perché il rimborso di questi bond è subordinato al soddisfacimento dei rimborsi dei creditori di livello superiore, quali per esempio gli obbligazionisti di titoli di debito ordinari.

In caso di default dell’emittente, dopo che gli azionisti avranno rimesso in tutto o in parte il loro capitale, sarà il turno degli obbligazionisti subordinati, e solo successivamente ai possessori di bond ordinari. Per questo livello di rischio, la cedola di rendimento del titolo è sempre maggiore di una obbligazione senior.

Se per esempio un titolo ordinario può rendere il 3%, un’obbligazione subordinata dello stesso emittente e con la stessa durata, avrà una cedola di interessi anche del 6%.

Le caratteristiche principali sono le stesse di una obbligazione senior.

Assume importanza quindi:

1) Il valore nominale

2) Il rendimento o cedola

3) La scadenza

4) La qualità dell’ente emittente

Le cedole rappresentanti le quote di interessi maturati, posso essere riscosse ogni 3, 6, 9 o 12 mesi, fino a scadenza dell’obbligazione. Esistono anche titoli di debito che non danno cedole, (obbligazioni a cedola zero), in questo caso il valore nominale e gli interessi, vengono pagati alla scadenza del bond, in quota capitale e quota di interesse.

Siccome il tasso di interesse è stato pattuito in partenza, non è legato alla performance dell’azienda emittente, quindi possono essere rivendute sul mercato secondario.

Caratteristiche delle obbligazioni subordinate

Esistono differenze significative tra un’obbligazione subordinata e una obbligazione normale, che meritano di essere approfondite.

Innanzitutto la scadenza: nel caso di obbligazione subordinata la scadenza è molto lontana, a volte può anche non essere specificatamente prevista. In questo caso vi è una sostituzione da parte dell’ente emittente, con un impegno volontario al riacquisto, a certe date. Quindi la durata del finanziamento, e la possibilità di rientrare in possesso del tuo capitale, si protrae di più nel tempo.

L’altro aspetto che riguarda il fatto che il titolo sia considerato subordinato che  nel caso di rimborso, dovuto a default dell’emittente, tale rimborso avviene solo dopo che altri soggetti creditori privilegiati e garantiti, siano stati pagati.

Questa clausola aumenta per l’investitore il rischio dell’applicazione finanziaria, poiché in caso di difficoltà dell’emittente, o mancanza di liquidita dell’ente, il rimborso non è garantito, da qui il nome di obbligazioni junior.

Funzionamento e classificazione delle obbligazioni subordinate

All’interno del settore obbligazioni subordinate, vi è una divisione in categorie, valutate a seconda del grado di rischio.

  • Obbligazioni subordinate Lower Tier 2, e Lower Tier 3 hanno lo stesso grado di rischiosità´, si differenziano solo perché le Lower Tier 2 hanno una durata che va dai 5 ai 10 anni, mentre le Lower Tier 3 hanno durata inferiore, entro i 2 e i 4 anni.
  • Upper Tier 2, e le Tier 1 sono le più rischiose.

Si tratta di un investimento interessante se si tiene conto di alcuni aspetti:

  • Può essere assimilato ad un investimento azionario, quindi rischioso
  • Il rendimento dovrà essere superiore rispetto alle obbligazioni senior

L’obbligazione subordinata come strumento non è né positiva, né negativa, dipende sempre da:

1) Quale l’obiettivo del risparmiatore

2) Quale orizzonte temporale

3) Quale profilo di rischio

4) Informazioni adeguate sull’emittente il titolo

5) Struttura organizzativa dell’azienda

6) Composizione del capitale sociale

7) Situazione finanziaria di attività e passività di bilancio

8) Analisi dei profitti e delle perdite

9) Modalità di negoziazione e limiti di ammissione alle negoziazioni

Le obbligazioni subordinate sono particolarmente rischiose, visto che l’ente emittente potrebbe anche non pagare la retribuzione delle stesse, e tantomeno restituire il capitale parzialmente o totalmente, a seconda della gravità del dissesto aziendale.

Ciò determina un fattore di rischio specifico per il risparmiatore, se non è consapevole e informato sul titolo che andrà a sottoscrivere.

Gli enti emittenti preferiscono utilizzare l’obbligazione subordinata, perché essendo assimilata a capitale proprio, permette di migliorare la situazione della società, in termini di vigilanza sullo stato dell’impresa.

Obbligazioni subordinate nei P.I.R.

Una normativa del 2017 ha permesso di strutturare “Piani Individuali di Risparmio”, come nuovo strumento di investimento.

La forma di questa applicazione finanziaria si configura come un contenitore di varie tecniche di accumulazione risparmio:

1) OICR

2) Fondi comuni

3) Gestioni patrimoniali

4) Deposito titoli

Allo scopo di fare da leva finanziaria sui flussi dell’economia reale, anche le obbligazioni subordinate entrano a far parte dei Piani Individuali di Risparmio, stimolando lo sviluppo dei mercati e destinando maggiori risorse al tessuto produttivo.

Come analizzare un’emittente di obbligazioni subordinate

Al fine di rendere palesi i potenziali fattori di rischio insiti nella struttura della società emittente di una obbligazione subordinata, e relativi al settore in cui opera, sono da tenere in condiserazione 8 punti importanti:

1) Indebitamento eccessivo

2) Impedimenti nella riscossione dei crediti

3) Clienti e fornitori strategici che vincolano l’azienda con un rapporto di dipendenza forte

4) Il tasso di cambio

5) L’ingresso di una concorrenza spietata

6) Andamento del mercato

7) Modifiche delle legislazioni

8) Contenziosi in corso

Perché l’investimento in obbligazioni subordinate si riveli una buona soluzione finanziaria, è necessario affidarsi a professionisti con le adeguate competenze in merito alla creazione di un business plan, di una analisi strategica, e di una visione in proiezione della gestione dei rischi.

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