Fallimento bancario: ecco cosa succede se la banca fallisce

Una banca fallisce quando non può adempiere ai propri obblighi finanziari nei confronti di creditori e depositanti. Ciò potrebbe verificarsi perché la banca in questione è diventata insolvente o perché non dispone più di attività liquide sufficienti per adempiere ai propri obblighi di pagamento.

La causa più comune di fallimento della banca si verifica quando il valore delle attività della banca scende al di sotto del valore di mercato delle passività della banca, che sono gli obblighi della banca nei confronti dei creditori e dei depositanti. Ciò potrebbe accadere perché la banca perde troppo sui suoi investimenti. Non è sempre possibile prevedere quando una banca fallirà.

Che cosa succede se una banca fallisce?

Le banche non falliscono da un giorno all’altro, ma nell’ipotesi in cui una banca dovesse fallire, interverrebbe l’Unione Europea con un meccanismo chiamato bail-in. Questo implica che i soci della banca saranno i primi a subire perdite. Subito dopo saranno gli investitori, ovvero coloro che possiedono azioni e obbligazioni. Infine, se le perdite dovessero essere superiori all’ammontare ottenuto azzerando i crediti dei soggetti precedentemente citati, la banca attingerà ai conti correnti dei risparmiatori, ma esclusivamente da coloro che hanno un deposito maggiore a 100mila euro. Per tutti gli altri esiste una garanzia che garantisce la restituzione del denaro.

Anche i depositi superiori a 100mila euro devono comunque essere prelevati fino ad un massimo dell’8% dell’ammontare. Inoltre, una volta iniziata la liquidazione coatta amministrativa, la banca passerà ad un’altra e quindi la liquidità non sarà intaccata.

Per sicurezza, in ogni caso, sarebbe meglio avere un conto corrente con una giacenza inferiore a 100mila euro, e se così non fosse, aprire un conto in un’altra banca.

E se la banca dove hai i soldi fallisce?

Come dicevamo, se hai depositato sul tuo conto meno di 100mila euro, non avrai di che preoccuparti: non rischierai di vedere i tuoi risparmi sparire nel nulla. Sarai rimborsato dal Fondo Interbancario, che garantisce i conti correnti fino a 100mila euro.

Anche se dovessi avere più di questa somma, potresti decidere di depositarla in diverse banche per non correre rischi non necessari. Inoltre, considera che se il tuo conto corrente è cointestato, la garanzia arriva a 200mila euro, perché è fissata per ogni depositante.

Infine, tra colori chiamati a rispondere del fallimento della banca, tu saresti l’ultimo, dopo soci e investitori.

Se la banca dovesse essere incorporata in un’altra banca, passerai alla nuova istituzione senza alcuna perdita. Infatti, se ad esempio devi finire di pagare il mutuo, il tuo debito semplicemente passerà alla nuova banca.

E se hai investito?

Coloro che hanno investito in strumenti finanziari più rischiosi sosterranno perdite per primi. Una volta esaurita la categoria rischiosa, si passerà a quella dopo, seguendo le indicazioni del bail-out. Prima di tutto, saranno aggrediti azioni e altri strumenti finanziari di capitale. Questo vuol dire che gli azionisti vedranno il valore delle loro azioni diminuire o azzerarsi.

Subiranno poi le perdite i creditori, le cui attività potrebbero essere trasformate in azioni o vedere il proprio valore ridotto o azzerato. Quindi, le obbligazioni saranno trasformate in azioni, o perderanno valore. Solo una volta azzerato il valore si passerà ai titoli subordinati senza garanzia.

Si passa poi alle obbligazioni junior, ai crediti non garantiti (come le obbligazioni bancarie e le obbligazioni senior insicure). Infine toccherà ai conti correnti superiori ai 100mila euro che appartengono a persone fisiche e alle piccole e medie imprese, per la parte eccedente i 100mila euro che per l’appunto non è coperta dal Fondo di Garanzia.

Sono esclusi dall’ambito del bail-in i depositi protetti dal sistema di garanzia, come già menzionato, le passività garantite, inclusi i covered bond e altri strumenti garantiti, le passività che derivano dalla detenzione di beni, le passività interbancarie con una durata inferiore a 7 giorni, le passività che derivano dalla partecipazione ai sistemi di pagamento con una durata residua minore di 7 giorni; i debiti verso i dipendenti, i debiti commerciali e quelli fiscali.

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