Elemento perequativo in busta paga: tutto quello che c’è da sapere

In alcune buste paga, tra le diverse voci presenti sul documento, è presente anche una voce chiamata “elemento perequativo”. È una somma riconosciuta ad alcune categorie di lavoratori ed è sempre fissa: se ne è parlato spesso nel corso dell’ultimo anno, per via dei cambiamenti e le novità associati ad essa. Se hai bisogno di maggiori dettagli, continua a leggere: ti aiuteremo a capire che cos’è l’elemento perequativo, le sue modalità di riscossione e come incidono anzianità e inquadramento.

Che cos’è l’elemento perequativo?

L’elemento perequativo è una voce economica della busta paga nata da alcuni contratti collettivi sia privati che pubblici per sostenere il pagamento dei lavoratori di aziende che non sono interessate alla contrattazione di secondo livello e che non hanno importi aggiuntivi rispetto alla paga base (superminimo, premi, ecc. ). L’elemento perequativo viene pagato assieme allo stipendio del mese di giugno. Si tratta di una cifra annua pari a 485,00 euro, onnicomprensiva e non incidente sul TFR. Vediamo ora le differenze tra settore pubblico e privato.

L’elemento perequativo nel settore privato

L’elemento perequativo non incide (non è compreso) sugli altri istituti contrattuali, compreso il Tfr, e non ha nessun rapporto con il livello del lavoratore. In base al criterio di maturazione e di erogazione, l’elemento perequativo spetta ai lavoratori il 1° gennaio di ogni anno nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello riguardante premi simili e che nel corso dell’anno solare precedente (1° gennaio-31 dicembre) non abbiano percepito premi, superminimi, o altri elementi retributivi soggetti a contribuzione,  e per i lavoratori che abbiano un superminimo inferiore al valore di 485 euro annue.

L’elemento perequativo nel settore pubblico

L’elemento perequativo è stato previsto nei CCNL triennio 2016-2018 dei dipendenti pubblici, sottoscritti nel periodo febbraio-maggio 2018 e prorogato nel 2019 . L’elemento perequativo è stato inserito dalle seguenti disposizioni nel testo dei CCNL rinnovati:

  • articolo 75 del CCNL relativo al personale del comparto “Funzioni Centrali”, triennio 2016-2018;
  • articoli 37, 62, 88, 93 e 107 del CCNL relativo al personale del comparto “Istruzione e Ricerca”, triennio 2016-2018;
  • articolo 66 del CCNL relativo al personale del comparto “Funzioni Locali”, triennio 2016-2018;
  • articolo 78 del CCNL relativo al personale del comparto “Sanità”, triennio 2016-2018.

Incidenza dell’elemento perequativo sulla pensione e inquadramento

Per quanto riguarda la pensione, l’Inps ha dichiarato che l’elemento perequativo introdotto dai recenti CCNL dei comparti “Funzioni Centrali”, “Istruzione e Ricerca”, “Funzioni Locali”, “Sanità” è imponibile e concorre.

In ogni caso, l’elemento perequativo non rientra nella retribuzione virtuale da assumere come riferimento per gli eventi di malattia e non va incluso nella retribuzione utile al calcolo della contribuzione figurativa nelle ipotesi di assenza dal servizio, con retribuzione ridotta o nulla. Infine, l’elemento perequativo non concorre alla determinazione della prestazione, né ai fini del TFS (Indennità di buonuscita e Indennità premio di servizio) né ai fini del TFR; pertanto, non rientra nella base imponibile contributiva del fondo ex ENPAS ed ex INADEL.

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