Come attivare un tirocinio di formazione e orientamento in azienda

Se si vuole favorire il lungo processo di orientamento lavorativo, non si può proprio fare a meno di considerare il tirocinio come una delle migliori possibilità per farlo. Questo di fatto non costituisce alcun rapporto lavorativo, ma al contempo fornisce agli interessati la possibilità di acquisire una vasta gamma di competenze professionali e una conoscenza più approfondita del mondo di lavoro. Attualmente le norme italiane in materia prevedono due tipologie di tirocini.

Il tirocinio extracurriculare formativo

C’è il tirocinio di formazione e orientamento, solitamente extracurriculare, che viene attivato per lo più per 6 mesi circa, in modo da agevolare il più possibile la scelta del lavoro da parte dei giovani.

Tali tirocini possono essere finalizzati all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro oppure al loro reinserimento.

In questo ultimo caso, il tirocinio si rivolge:

  • ai disoccupati;
  • ai lavoratori in cassa integrazione;
  • ai lavoratori in mobilità;
  • ai lavoratori con disabilità.

Il tirocinio curriculare

Tutti i tirocini curriculari sono, invece, inseriti in un apposito percorso formativo (come quello legato all’Università).

I destinatari di queste attività sono tutti coloro che abbiano conseguito un titolo di studio nell’arco di un anno dalla data di attivazione del tirocinio.

Tirocini curriculari normativa

Per attivare a tutti gli effetti il percorso di formazione, va stipulata una convenzione tra il promotore e l’ospitante (ovvero il datore di lavoro o l’ente pubblico presso il quale si svolgerà il tirocinio).

Come vuole la prassi, il datore di lavoro che accetta i tirocinanti deve comunicare l‘inizio dell’attività (e del relativo rapporto contrattuale al Centro per l’Impiego). Ci sono dei requisiti che bisogno rispettare relativamente ai soggetti ospitanti. Questi, difatti, non devono aver licenziato nessuno nell’anno del tirocinio e non devono nemmeno aver aperto delle procedure di cassa integrazione (indipendentemente dalla tipologia).

Indennità Tirocinio e Sanzioni

Il tirocinio non è descritto come un’attività lavorativa. Ciononostante, l’azienda deve comunque garantire al tirocinante tutte le tutele assicurative o previdenziali, economiche e formative. In particolare, l’indennità economica prevista al tirocinante non dev’essere inferiore ai 300 euro.

Vi sono anche delle sanzioni che si possono attivare per le aziende che ospitano i tirocini di formazione e non rispettano i requisiti di cui sopra. Tali sanzioni, tutti di ordine finanziario, vengono attivate dagli enti di controllo. La somma varia da 100 euro a 6.000 euro (a seconda del requisito non rispettato). Oltre alle sanzioni normali si può attivare anche la maxisanzione per il lavoro nero.

Opportunità lavorative dopo il tirocinio

Ciononostante, il tirocinio per legge può comunque essere trasformato in un rapporto lavorativo di tipo subordinato, a seconda della volontà del titolare, purché il tirocinante disponga delle competenze professionali utili per svolgere il lavoro. Il tirocinante non può comunque venire adibito ai lavori incompatibili con il piano formativo.

Lascia un commento