Come Affittare una Stanza nella Tua Casa

Ti sarà capitato di domandarti cosa fare d’una camera vuota nel tuo appartamento, se non fosse magari il caso di affittare a qualcuno quella stanza sgombra della casa, piuttosto che utilizzarla per accumulare cianfrusaglie e polvere! Certo, quando si tratta di mettersi in casa un “estraneo” siamo sempre cauti; tuttavia ti stupirebbe sapere quanto questa soluzione sia invece diffusa all’estero non solo tra giovani, ma anche fra professionisti affermati e persino intere famiglie desiderose di guadagnare qualche soldo extra.

Anche in Italia, ultimamente, sta prendendo piede la partica di affittare una stanza della propria casa a lavoratori fuori sede, studenti e soprattutto turisti. Il trend è in aumento, complice la flessibilità del mercato professionale, l’agevole movimento di persone da una città all’altra e la diffusione di portali – come Airbnb o Couchsourfing – deputati all’affitto di singole camere in abitazioni private.
Afittare una stanza non ha solo vantaggi, ma si porta dietro alcuni adempimenti legali volti a salvaguardare la sicurezza di tutte le parti in causa e qualche obbligo fiscale.
Se hai preso la decisione di affittare una stanza della tua abitazione, ma temi di sbagliare qualche passaggio o non sai da dove cominciare, qui di seguito troverai tutte le risposte ai tuoi dubbi.

Affittare una stanza della propria casa: quello che devi considerare

Affittare una stanza della tua abitazione potrebbe rappresentare un’ottima soluzione per arrotondare, ma ci sono alcuni elementi da non sottovalutare. Devi considerare che affittare una camera porterà “un estraneo” in casa tua: valuta la conformazione degli spazi in rapporto alla tua esigenza di privacy e comodità. Sei pronto all’idea di condividere il nido? Non si tratta di una questione di sicurezza, ma di comodità: la vita subirà dei piccoli mutamenti. Avrai più compagnia!

Se la convivenza con esterni non ti preoccupa, dovrai decidere quale stanza affittare: ovviamente il consiglio è quello di selezionare una stanza vicino alla tua o a quella dei tuoi familiari, per minimizzare i reciproci fastidi con l’affittuario. Quindi ad esempio, se hai una casa a 2 piani e la stanza non utilizzata si trova al piano di sotto, conviene affittare quella. Se hai due bagni, valuta l’ipotesi di assegnarne uno all’inquilino, magari con un sovrapprezzo.

Il terzo passo è quello di informarti bene riguardo a leggi, normative e adempimenti fiscali. Qua sotto troverai un compendio di tutto quello che è utile sapere in materia. Tieni conto, però, che dovrai integrare queste conoscenze con informazioni più precise, reperite direttamente negli uffici competenti della tua città e attraverso l’aiuto di un professionista.

Le tipologie di affitto e gli adempimenti fiscali

Ci sono diverse tipologie di contratti di affitto che puoi proporre al tuo inquilino, a seconda della situazione e del destinatario. Per quanto riguarda gli adempimenti fiscali, dovrai pagare l’imposta di registro, l’imposta di bollo e la classica imposta sui canoni di locazione (da comunicare con la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate). In alternativa a questi pagamenti, puoi decidere di optare per la cedolare secca, con aliquota fissa al 10% o al 21% a seconda dei casi.

Parlando delle tipologie di affitto disponibili, ne avrai diverse tra cui scegliere:

Contratto libero

Il contratto libero è la soluzione base per qualsiasi affitto. Contenuti e costi sono a totale discrezione delle parti. La durata è di minimo 4 anni ed il contratto si rinnova automaticamente per altri 4, salvo diversa comunicazione.

Contratto a canone concordato

Il contratto a canone concordato dura 3 anni minimo e può essere rinnovato per altri 2. A differenza del contratto a canone libero, il costo dell’affitto non può essere arbitrario ma sottostà a precise regole indicate dai comuni e dalle parti che si occupano della mediazione.

Contratti transitori

Si tratta di contratti ad uso non turistico, estremamente flessibili: vanno da 1 mese a 18 mesi, senza rinnovo automatico. Sono particolarmente adeguati per le soluzioni lavorative temporanee, gli studenti, i soggiorni circoscritti.

Contratto per studenti

Collegato alla presenza di università nella tua città, il contratto universitario va dai 6 ai 36 mesi. Ha alcuni vincoli (come un tetto massimo prestabilito) ma anche delle agevolazioni.

Contratto di affitto breve

Il contratto di affitto breve è quello più utilizzato in ambito turistico, specie con la diffusione dell’home sharing tramite internet. Può essere stipulato soltanto per periodi inferiori a 3o giorni per ciascun affittuario e non esonera il locatario dagli adempimenti fiscali e dalla comunicazione in questura dell’identità degli ospitati.

Decidere la quota dell’affitto e preparare la stanza

Un passo fondamentale che dovrai compiere sarà stabilire il prezzo dell’affitto. Quanto costa una stanza in affitto? A quanto è possibile affittarla?  Qui entrano in gioco diversi elementi, ad esempio la vicinanza del tuo appartamento a università, metropolitane o luoghi di attrazione. In gran parte il canone dipende dalla città in cui ti trovi: è un luogo turistico? Si tratta di una località universitaria? Che tipo di quartiere circonda il tuo immobile?

Il primo servizio che può darti modo di alzare il prezzo richiesto è la presenza del bagno privato, che rende la stanza molto appetibile per i potenziali acquirenti; nelle case in condivisione capita di doversi spartire la toilette coi proprietari o con ulteriori affittuari, esperienza che non tutti gradiscono.
Altri aspetti che aumentano il valore della camera sono il Wifi (oggi in verità considerato praticamente obbligatorio), la tv satellitare, la possibilità di portare amici a quattro zampe, il parcheggio gratuito – meglio ancora se privato -, la presenza di biciclette da usare, la disponibilità di biancheria.

Fatta questa analisi, arriva il momento di preparare la stanza per i futuri acquirenti. Prima di tutto pulisci la stanza da cima a fondo ed esegui dei lavori di manutenzione necessari, di modo che la camera si presenti in perfette condizioni alle persone che dovessero contattarti per visionarla. La pulizia della stanza dovrà essere fatta molto accuratamente e – se lo ritieni opportuno – potrai procedere anche ad un cambio del mobilio: oggi le persone che decidono di affittare una stanza sono spesso in cerca di un luogo dove sentirsi assolutamente a proprio agio, un nido dove soggiornare percependo atmosfera di casa.

Affittare una stanza: come e dove pubblicare il tuo annuncio

Esattamente come quando si affitta un’intera casa, è necessario proporre il proprio “prodotto” ad una platea che sia la più vasta e curiosa possibile. Per fare questo, devi innanzi tutto scrivere un buon annuncio: metti in evidenza i punti forti della tua offerta, soffermandoti sui pregi della stanza, della casa in generale e della zona in cui abiti. Un altra caratteristica da porre in risalto è la qualità della compagnia: ricordati che il futuro inquilino dovrà convivere l’abitazione con te e con la tua famiglia. Sii piuttosto chiaro su quello che cerchi da un coabitante e – al contempo – presentati a dovere per fugare eventuali paure o insicurezze da parte sua: anche tu, per lui, sei ancora soltanto un estraneo!

Per pubblicizzare la tua offerta puoi affidarti ai vecchi canali classici: volantini, passaparola o agenzie immobiliari che trattano anche stanze singole. Grazie ad internet e ai social, però, sono subentrate nuove metodologie di diffusione di annunci e nuovi modi di proporre una camera a dei potenziali interessati. Un esempio su tutti? Airbnb.

La bozza del contratto di affitto ed il regolamento della casa

Ti conviene, ancora prima di mettere l’annuncio di affitto della stanza, redigere la bozza del contratto di affitto che stipulerai poi con l’acquirente che deciderà di affittarla. Il consiglio per quanto concerne questo aspetto è quello di rivolgersi ad un esperto, in modo da essere sicuro di non commettere errori che poi potrebbero costarti caro.

Per evitare problemi e fraintendimenti con chi andrà ad occupare la stanza, ti conviene scrivere per tempo un elenco di quelle che sono le regole della casa: questo foglio andrà allegato al contratto di affitto. Ad esempio è fondamentale che i potenziali acquirenti sappiano se a casa tua o comunque in quella che potrebbe diventare la loro stanza, gli sarà concesso fumare, portare animali, invitare ospiti. Ti consigliamo vivamente di inserire nel regolamento una voce che vieti esplicitamente l’utilizzo dell’eventuale connessione Wifi per scaricare contenuti illegalmente.

Una volta pubblicato l’annuncio, dovrai dedicarti all’accoglienza dei potenziali acquirenti e dovrai essere in grado di far scattare in loro la sensazione che quella che stai presentando è la stanza che stanno cercando. Valuta anche ogni candidato in vista di una futura convivenza e di quello che cerchi in un inquilino.

Stipula del contratto, obblighi dell’affittuario e del locatario

L’affitto di una stanza si conclude esattamente come quello di una casa: le due parti in causa stipulano un contratto chiaro che soddisfi entrambe. Una volta selezionata la tipologia di contratto, lo si firma. L’affittuario è obbligato a pagare nei tempi previsti e rispettare le regole stabilite con te in fase di sottoscrizione. Potrai anche farti dare una caparra, per ovviare ad eventuali danni futuri.

Ricordati che con l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza si ha l’obbligo di segnalare entro 24 ore un inquilino in questura anche se quest’ultimo si ferma meno di 30 giorni. Lo si può fare agilmente tramite l’apposito portale “Alloggiati Web” della Polizia di Stato.

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