LIBIA: FRATTINI; PER GHEDDAFI POCHE SETTIMANE; TRATTATO NULLO
Monday, February 28th, 2011(AGI) Ginevra, 28 feb. (Dall’inviato Gianluca Zeccardo) - Il mondo stringe la morsa su Muammar Gheddafi, gioca le sue carte per accerchiare il leader libico, costringendolo alla capitolazione, e comincia a gettare le basi per dare alla Libia un futuro di certezze dopo la caduta del regime. Che, ha pronosticato il ministro degli Esteri Franco Frattini a Ginevra, e’ solo “questione di settimane”. In Svizzera, prima di intervenire al Consiglio dei diritti umani dell’Onu, il capo della diplomazia italiana ha fatto il punto della situazione con i colleghi del Quint, i ministri degli Esteri di Usa, Gran Bretagna, Germania e Francia. Mentre Frattini era a colloquio con l’americana Hillary Clinton, il britannico William Hague, il tedesco Westervelle e il sottosegretario agli Affari euriopei Pierre Leolluche, in luogo del ministro degli esteri francese Alain Juppe’, nominato solo domenica sera, l’Europa a Bruxelles dava il via libera allo stesso pacchetto di sanzioni contro il colonnello e i suoi dignitari approvato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. I cinque hanno messo sul piatto le possibili opzioni per evitare nuove violenze, come la no fly zone, per garantire ai libici assistenza umanitaria, per tentare di portare Gheddafi davanti al Tribunale penale dell’Aja, per bloccare il flusso di denaro verso il regime, e metterlo quindi alle corde economicamente.
Frattini ha rivelato che l’Italia “e’ l’unico Paese ad essersi messo in contatto con il Consiglio nazionale libico, l’organo istituito a Bengasi dai rivoltosi, che dovrebbe guidare la transizione in attesa della presa di Tripoli. Contatti di cui il capo della Farnesina non ha voluto fornire i dettagli, per “non preguidicare persone che stanno rischiando la loro vita”, ha spiegato. La rete diplomatica italiana ha cominciato a sentire l’ex ministro della Giustizia Mustafa Abdel Jalil, l’ex titolare dell’Interno Abdel Fattah a-Obeidi, e l’ex ambasciaore di Tripoli a Roma, ora ambasciatore dimissionario all’Onu Abdurrahim Shamlag: le figure chiave del Consiglio. Frattini sa bene che l’Italia, a differenza dei suoi partner internazionali, ha firmato con la Libia quel Terattato di amicizia ratificato dal Parlamento. Ma il capo della diplomazia italiana e’ certo: l’accordo, spiega, e’ ormai sospeso secondo le disposizioni della Convenzione di Vienna. Per ratificare il Trattato occorre il Parlamento cosi’ come per abolirlo. Per sospenderlo automaticamente - ha annunciato - il Parlamento verra’ informato, cosa che ovviamente faro’ con un atto formale che ora non posso fare perche’ sono qui con voi. C’e’ una convenzione internazionale - ha spiegato ancora Frattini - che da molti molti anni disciplina il caso in cui un Trattato e’ impossibile da applicare, per circostanze anche temporanee. Quando non vi e’ piu’ uno Stato, un interlocutore che noi riteniamo non vi sia dopo le sanzioni appena approvate” dall’Onu e dall’Ue “il Trattato e’ sospeso”. (AGI) Zec (Segue)
