IMMIGRATI: S. SEDE, NO A RESPINGIMENTI E DETENZIONI
Wednesday, June 30th, 2010(AGI) - CdV, 30 giu. - “I ‘boat people’ di oggi, provenienti dall’Africa, dall’Asia e da qualsiasi altro luogo, non possono semplicemente essere rimandati indietro al porto di partenza come se tenere la loro presenza a distanza fosse una soluzione reale”. Lo afferma il rappresentante della Santa Sede all’Onu di Ginevra, mons. Silvano Tomasi. “Nello stesso modo - spiega in un intervento all’Unchr pubblicato oggi dall’Osservatore Romano - e’ inappropriato il ricorso automatico alla detenzione di potenziali rifugiati e richiedenti asilo, spesso in condizioni spaventose”.
Per la Santa Sede, sottolinea il nunzio apostolico - e’ necessaria una combinazione di sicurezza, rispetto per la dignita’ e per i diritti umani”. E “per sostenere questa combinazione, e’ necessario uno sforzo rinnovato per impedire la dislocazione forzata prima ancora che cominci e per anticipare eventi che potrebbero scatenare questioni di protezione”. “Ugualmente - aggiunge l’arcivescovo Tomasi - importante e’ mantenere un forte consenso internazionale sul regime di protezione che si fonda sul diritto internazionale in un momento in cui attori non statali agiscono fuori dalle regole”. In definitiva, per il Vaticano “la protezione ‘ un impegno etico che sottende l’azione concreta e ne e’ fondamento. La responsabilita’ che abbiamo verso i gruppi vulnerabili della nostra unica famiglia umana suggerisce risposte adeguate per porre rimedio alla violazione dei diritti e per assistere le vittime”. Mentre “lo stesso senso di coesione deve spingere gli Stati a tradurre in appropriati servizi di protezione gli impegni che hanno assunto”. Infatti, “non si puo’ affermare che uno Stato ha adempiuto la sua responsabilita’ quando alcune persone ad esso affidate vengono lasciate in uno stato di indigenza”. Mentre “una cultura d’interazione umana amichevole nel nostro mondo globalizzato puo’ alimentare ulteriore solidarieta’”. (AGI) Cav
