Archivio per il January, 2010

REGIONE: CHIODI, LAVORIAMO SU PROGRAMMI E RIFORME CONCRETE

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) - L’Aquila, 30 gen - “Nessun governo regionale ha avuto il coraggio di adottare decisioni spesso difficili e impopolari come sta facendo questa amministrazione, attuando una politica dei tagli e di contenimento delle spese, lavorando su programmi lungimiranti e riforme concrete”. Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, rispondendo all’opposizione a proposito degli obiettivi raggiunti dalla sua squadra di governo nei primi 365 giorni di attivita’.

“Abbiamo fatto della trasparenza il punto di forza del nostro operato - ha aggiunto il Presidente - dandone una corretta informazione. Tant’e’ che il bilancio di un anno di attivita’, punto per punto, e’ consultabile on line sul sito della Regione Abruzzo (www.regione.abruzzo.it), a disposizione di tutti i cittadini, che hanno diritto di verificare cosa fanno gli amministratori”. “Abbiamo presentato - ha ribadito Chiodi - il consuntivo di un anno di lavoro segnato da novita’ significative e incoraggianti, nonostante le difficolta’ iniziali con cui abbiamo avviato questa prima fase di governo, aggravate dalla crisi internazionale e dalla tragedia del terremoto. Nel primo anno, questa amministrazione ha lavorato moltissimo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. “L’opposizione, a questo punto - ha esortato il Presidente, concludendo - anziche’ attuare una tattica disfattista e molto spesso pretestuosa, pensi ad assumere un atteggiamento responsabile, poiche’ questo avvilupparsi della politica attorno a parole vuote produce l’unico effetto di determinare grande smarrimento nei cittadini. Non perdiamo di vista il vero obiettivo: la ripresa economica e lo sviluppo di questa regione”. (AGI) com/Plt

SMOG: FORMIGONI, A MILANO SITUAZIONE CRITICA MA NON DI EMERGENZA

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) - Milano, 30 gen. - Milano vive una situazione “critica” per lo smog, che ha superato per settimane i livelli di gaurdia, ma “non e’ di emergenza”: la ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, alla vigilia della domenica a piedi. “I dati di Legambiente - ha spiegato - rivelano che ci sono nove citta’ in Italia che sono piu’ inquinate di Milano”.

Presentatosi in bicicletta all’appuntamento con gli altri candidati alla presidenza, invitati a visitare la nuova sede della Regione, Formigoni ha definito l’uso di mezzi alternativi alle auto “uno di quei gesti virtuosi che, insieme a politiche strutturali, possono migliorare la situazione”. Secondo il governatore lombardo, la domenica a piedi “non e’ sufficiente, ma si tratta di un invito che segue ad anni di politiche strutturali portate avanti dalla Regione”. Nessuna polemica con i comuni dell’hinterland, che non hanno aderito al blocco del traffico di domani: “Non era un ordine - ha spiegato - i Comuni avevano piena liberta’ ed e’ stato lasciato loro il diritto di scelta”.

Dello smog in Lombardia ha parlato anche il candidato radicale, Marco Cappato, il solo ad avere accettato oggi l’invito di Formigoni nella nuova sede della Regione: “Il problema - ha detto - e’ il non avere scommesso abbastanza sul trasporto pubblico e su rotaia”. (AGI) Cli/Car

ANNO GIUDIZIARIO: CAFERRA, RIMANE ALTO NUMERO DELLE SEPARAZIONI

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) -Bari, 30 gen. -Come si legge nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Bari, Vito Marino Caferra, “nel settore della giustizia civile, nell’ambito del diritto di famiglia, permane alto il numero delle procedure di separazione personale tra coniugi, consensuali e giudiziali, con notevole incremento dei procedimenti di modifica delle condizioni di separazione; una dinamica simile si e’ verificata in materia di divorzi. Nel settore del lavoro e della previdenza ed assistenza obbligatoria - ha ricordato - la situazione e’ di vera e propria crisi in considerazione dell’enorme numero di cause che annualmente si riversano nei Tribunali e che stanno determinando, come conseguenza, un forte aumento della tutela d’urgenza. Come in altri settori processuali, questa tutela da eccezionale e’ divenuta una forma ‘ordinaria’ di ricerca di giustizia. Il fattore di maggiore rilievo del fenomeno va individuato nelle cosiddette ’cause seriali’, che finiscono per intasare irrimediabilmente gli uffici giudiziari”. Nel settore della giustizia minorile, “il limitato numero di adozioni ed affidamenti a scopo adottivo di minori italiani, e’ conseguenza della diminuzione di bambini in stato di abbandono; dal costante ridursi degli spazi di applicazione dell’adozione nazionale deriva un diffuso ricorso all’adozione internazionale.(AGI) Cli (Segue)

ANNO GIUDIZIARIO: MADDALENA, REATO CLANDESTINITA’ DANNOSO

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) - Torino, 30 gen. - “Sostanziale inutilita’ e anzi, dati alla mano, sostanziale dannosita’ della norma che prevede il reato di immigrazione clandestina cosi’ come e’ stato strutturato e sanzionato dall’ultimo pacchetto sicurezza”. Il procuratore generale di Torino Marcello Maddalena cosi’ si e’ espresso nel suo intervento all’apertura dell’anno giudiziario a proposito del fenomeno immigrazione e alle sue ricadute sul piano della repressione del crimine, citando una recente intervista del procuratore aggiunto di Torino Paolo Borgna. “E cio’ - ha precisato - senza disconoscere l’esistenza di una realta’ criminale legata all’immigrazione che va contrastata e repressa con ferma e lucida determinazione, ad esempio cominciando ad espellere, in un razionale quadro di priorita’, i clandestini che hanno commesso gravi reati in Italia nel momento in cui escono dal carcere per avvenuta espiazione della pena”.

Maddalena ha aggiunto che “con cio’ non si intende affermare l’esistenza di un diritto alla clandestinita’ ma denunciare gli effetti di una politica, quale quella in materia di immigrazione, che e’ passata attraverso diversi governi e diverse maggioranze, che finora non e’ mai riuscita a coniugare la formulazione delle regole con la necessaria efficienza dell’apparato burocratico e amministrativo, in particolare in materia di procedure per il rilascio dei permessi di soggiorno”.(AGI) Cli/Red

ANNO GIUDIZIARIO: ALFANO, PIANO STRAORDINARIO PER IL “CIVILE”

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) - L’Aquila, 30 gen. - “C’e’ un dato - ha aggiunto Alfano - che mi rende particolarmente soddisfatto. Ho avuto modo in questi mesi di incontrare i capi delle Corti d’Appello, i Presidenti dei tribunali, i Procuratori generali della Repubblica e questa esperienza mi ha insegnato un metodo che utilizzeremo per l’abbattimento dell’arretrato civile: parlare direttamente con i capi degli uffici che dalla trincea esprimono una voce molto piu’ concreta, molto piu’ autentica rispetto ai bisogni del servizio giustizia e rispetto a quello che posso riscontrare nei dialoghi romani ed anche con l’associazione nazionale magistrati. Dunque - ha detto ancora Alfano - come metodo intendo seguire quello di ascoltare dalla viva voce dei capi delle Corti d’Appello le proposte relative all’abbattimento dell’arretrato civile. Abbiamo 5 milioni e 600 mila procedimenti civili in corso che si sono accumulati in decenni. Abbiamo, pero’, un dato di speranza: nell’ultimo anno i procedimenti entrati (4 milioni e 800 mila) nel sistema processuale civile coincidono quasi esattamente (4 milioni e 600 mila) con quelli che il sistema e’ riuscito a smaltire. Il problema concreto, allora - ha spiegato Alfano -, e’ eliminare l’arretrato. Noi stiamo studiando un piano straordinario che ha l’obiettivo di smaltire tutto l’arretrato civile. Per studiare questo piano abbiamo, ovviamente, delle fonti interne con il nostro ufficio legislativo, ma intendo andare sul campo e verificare in trincea il funzionamento degli uffici migliori perche’ in Italia ci sono uffici che hanno un arretrato bassissimo ed altri che ne hanno uno grande per verificare i modelli di organizzazione e il funzionamento dei migliori tribunali italiani che sono riusciti a smaltire l’arretrato e tentare di applicare i modelli funzionanti su scala nazionale. E’ una missione - ha detto ancora - apparentemente impossibile, ma nella sostanza e’ la piu’ grande missione che un ministro della Giustizia e un governo si possono dare per questa legislatura: eliminare il debito che lo Stato italiano ha nei confronti dei cittadini in materia di giustizia. Cinque milioni e 600 mila procedimenti civili pendenti equivalgono - ha concluso Alfano - ad almeno 10 milioni di cittadini interessati alla soluzione di un problema che verte su diritti patrimoniali: un importante segmento del diritto di liberta’ “. (AGI)

Plt/Pro Plt/Pro

ANNO GIUDIZIARIO: PESARIN(MIN.GIUSTIZIA), LENTEZZE INSOPPORTABILI

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) - Catanzaro, 30 gen. - “La relazione del presidente della Corte d’appello di Catanzaro fotografa, anche in questo distretto, una macchina giudiziaria deficitaria quanto alla capacita’ di fornire al cittadino un servizio all’altezza di una moderna democrazia occidentale. Vi e’ in generale una insopportabile lentezza che ha fatto del nostro Paese un luogo in cui la durata eccessiva dei processi disincentiva anche gli investimenti stranieri. Avverso tali inefficienze il Governo ed il Ministero che rappresento intendono avviare un’azione decisa che ha come scopo quello di vincere la lentezza e di ridare dignita’ alla Giustizia, muovendosi su tre linee guida essenziali: azione di misure organizzative, innovazioni legislative, previsione di un programma di impegni per il 2010″. E’ quanto ha detto, oggi nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro, Serenella Pesarin, rappresentante del ministero della Giustizia, durante il proprio intervento che non ha visto i magistrati presenti lasciare l’aula come segno di quella protesta contro il “processo breve”, che si e’ manifestata quasi in tutta Italia. Pesarin si e’ concentrata soprattutto sull’analisi delle divergenze di rendimento di uffici giudiziari a parita’ di risorse, “che - ha detto - dipendono da deficit organizzativi e, talvolta, da una scarsa capacita’ dei capi degli uffici”. Ha definito necessario “operare scelte di forte innovazione tecnologica, amministrativa, organizzativa ed ordinamentale”, per poi descrivere lungamente le attivita’ messe in campo dal Governo, descrivendole come “risolutive”, ed infine annunciare che “il 2010 sara’ soprattutto l’anno dell’avvio delle riforme costituzionali, oggi piu’ che mai necessarie a innovare la giustizia italiana ed a renderla all’altezza di un moderno stato di diritto. Riforme - ha concluso - che affermino il binomio potere-responsabilita’ anche nell’esercizio della giurisdizione, senza intenti punitivi ma fuori da ogni logica corporativa”. (AGI) Ros/Cli

ANNO GIUDIZIARIO: CAFERRA, DURATA PROCESSO PROBLEMA PIU’ GRAVE

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) -Bari, 30 gen. -Secondo Caferra, “i dati statistici non consentono, di per se’, una conoscenza approfondita del fenomeno senza una analisi mirata sulle diverse tipologie di procedimenti, che appare necessaria anche per definire il carico di lavoro sostenibile ed elaborare di conseguenza un progetto organizzativo, oltre che per valutare la produttivita’ e la professionalita’ dei magistrati. In questa direzione si sta muovendo il C.S.M. anche al fine di dare effettiva attuazione alla recente riforma dell’Ordinamento giudiziario”. “Nessuno puo’ contestare la gravita’ del problema -ha affermato - che espone costantemente il nostro Paese alle censure in sede europea, oltre che ai sempre maggiori oneri della legge Pinto: d’altra parte, l’attuale dibattito sul cosiddetto processo breve non riguarda il principio, proclamato anche nell’art. 111 Cost, ma i mezzi necessari per darvi attuazione. In proposito e’ il caso di ricordare che la Suprema Corte attribuisce al principio di ragionevole durata del processo la funzione di parametro di costituzionalita’ con riguardo a quelle norme processuali le quali prevedano rallentamenti o tempi lunghi, inutili passaggi di atti da un organo all’altro, formalita’ superflue non giustificate da garanzie difensive ne’ da esigenze repressive o di altro genere. Cosi’ - ha concluso - la Suprema Corte chiama in causa il ruolo e la responsabilita’ dell’interprete, sia esso studioso o operatore del diritto il quale, con le sue opzioni interpretative e con il gioco delle eccezioni formali, puo’ concretamente contribuire ad accelerare o rallentare i tempi del processo”.(AGI) Cli/Sec

ANNO GIUDIZIARIO: ANM, IN SARDEGNA A RISCHIO 2.788 PROCEDIMENTI

Saturday, January 30th, 2010

(AGI) - Cagliari, 30 gen. - Se la riforma del processo breve diventera’ legge in Sardegna sono a rischio 2.788 procedimenti, con udienze fissate da fine 2009 al 2012. Il dato e’ stato fornito da Claudio Gatti, dell’Associazione nazionale magistrati, nel corso di una conferenza stampa convocata nel palazzo di giustizia di Caglari al termine della cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario.

“I magistrati - ha spiegato il rappresentante dell’Anm - sono i primi a dire che i tempi dei processi sono lunghi, ma per snellirli non basta il lavoro del magistrato, ci vogliono risorse materiali e umane adeguate”. La magistratura italiana, in base ad un rapporto della Commissione europea sull’efficacia della giustizia, e’ al primo posto per la capacita’ di definizione di procedimenti penali annui e tra gli ultimi per retribuzione.

“In questi mesi - ha spiegato Anna Cau, dell’Anm sarda - siamo stati definiti fannulloni strapagati, oggetto di una campagna mediatica basata su dati falsi. Il rapporto della Commissione europea dice altre cose: vogliamo che si ricostruisca la verita’”.

Riguardo all’impatto della legge sul processo breve, “l’approvazione - ha spiegato ancora Gatti - comporta l’estinzione dei processi di rito monocratico (la fetta piu’ consistente del processo penale, che va dagli omicidi sul lavoro agli incidenti ai reati per la tutela ambientale). Mediamente si impiegano 366 giorni per una sentenza, un termine in linea con la riforma se non fosse che a questo vanno aggiunti altri due anni, tempo che trascorre prima della fissazione dell’udienza. Si consideri poi che ogni magistrato tratta non meno di trenta fascicoli per udienza e che altro tempo occorre per acquisirli”.

Ci sono poi le ripercussioni sui casi civili, come ha spiegato Vincenzo Amato: “la morte del processo penale comporta di fatto il venir meno, per la persona offesa, del diritto ad ottenere risarcimenti e restituzioni”. Per l’Anm il problema e’ l’organizzazione del lavoro.

Secondo Maria Angioni, magistrato del Tribunale dei minori, c’e’ anche una “questione sociale da affrontare politicamente. La giustizia dovrebbe essere l’extrema ratio, invece il numero dei casi in ingresso e’ in continua crescita. Aumentano la litigiosita’ e la prevaricazione e a queste neanche il magistrato meglio organizzato puo’ far fronte singolarmente. Vanno individuati filtri, si faccia una seria depenalizzazione, leggi chiare per le fattispecie di reati piu’ gravi. Dobbiamo riprendere il principio della prevenzione generale”. (AGI) Cli/Sol/Cog