(AGI) - Napoli, 30 giu. - “L’economia campana e’ ancora in mano alla camorra, nonostante le carceri siano pienissime e ci siano tante condanne ai capi della criminalita’ organizzata”. Lo sottolinea il presidente della giunta dell’Anm di Napoli Tullio Morello, inaugurando la tavola rotonda per la ‘Giornata della giustizia’ moderata dal giornalista Geo Nocchetti. L’incontro conclude un percorso di confronto tra operatori del diritto, magistrati, avvocati e societa’ civile sulle problematiche della giustizia, iniziato lo scorso 5 maggio con un dibattito a Roma. Al centro dei lavori, la riforma della macchina della giustizia e la questione-intercettazioni. “E’ inutile aumentare il numero dei magistrati, ci vogliono strutture e piu’ personale assistente - dice il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore - hanno dimezzato i fondi per la giustizia, ma a costo zero non si fa niente. Occorrono nuove assunzioni”. Alla tavola rotonda ha partecipato anche l’assessore alla Legalita’ del Comune di Napoli Luigi Scotti, che ha confrontato lo stato attuale della giustizia con quello di quasi ottant’anni fa. “Nel 1930 - spiega - c’erano 5.500 magistrati ordinari, 850 onorari, il rapporto tra magistrati e funzionari era di 1 a 4, e c’erano 60mila leggi. Oggi ci sono 8.000 magistrati piu’ 2500 onorari, il rapporto magistrati/funzionari e’ sceso fino a 1 a 2 e ci sono 6,5 milioni di procedimenti civili e penali”. Una situazione che rischia, a suo giudizio, di allontanare troppo la giustizia dai reali bisogni dei cittadini perche’ “senza strutture operative, informatica, personale amministrativo non c’e’ efficacia”. Efficienza e’ un tema che affronta anche Raffaele Cantone, magistrato presso il Massimario della Cassazione. “Negli ultimi 15 anni e’ rimasto solo sulla carta - dice - e valutato sulla base delle emergenze”. Sul fronte delle intercettazioni, Cantone rileva che il ddl in discussione attualmente segna “la fine definitiva del processo penale, non da un punto di vista ideologico, ma in termini di efficienza. Come sara’ possibile tenere in vita un sistema che imporra’, ad esempio, a tutte le procure del distretto di Napoli di mandare gli atti delle intercettazioni al tribunale? Avra’ sul processo penale un’incidenza davvero spaventosa”. Nel corso dei lavori si e’ parlato anche della questione sicurezza dei dati informatici, messi a rischio, secondo il presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione Carlo Sarzana, dall’assistenza via ‘remoto’ e non piu’ grazie al lavoro dei tecnici Atu (assistenza tecnica unificata). “Sarebbe bastato acquisire con concorso le professionalita’ gia’ esistenti - stigmatizza - invece si e’ ricorsi alle gare d’appalto. In questo modo si consentira’ a operatori invisibili di entrare nei pc della magistratura a distanza”. (AGI)
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