(AGI) - Roma, 30 dic. - Piero Fassino ha sollecitato un’iniziativa piu’ forte della comunita’ internazionale per creare un clima di “fiducia” tra le parti nel conflitto mediorientale. “L’impegno della comunita’ internazionale in questi anni e’ stato al di sotto del necessario”, ha sottolineato il ministro degli Esteri del governo ombra del Pd intervenendo a Palazzo Madama durante l’audizione del ministro degli Esteri Franco Frattini sull’offensiva a Gaza. E ha puntato il dito contro Hamas, vero “nodo” da sciogliere perche’ “non riconosce il diritto di Israele a esistere”.
“Il Quartetto e’ stato del tutto evanescente”, ha insistito, “e la determinazione che la comunita’ internazionale doveva mettere in campo in realta’ non e’ stata all’altezza”. Dunque, Fassino ha sollecitato “alla comunita’ internazionale piu’ iniziativa politica” perche’ “tutti hanno chiaro come deve finire” in Medio Oriente, “ma non come ci si deve arrivare”. Manca, ha spiegato, “un rapporto di fiducia” tra le parti che “non si costruire senza la comunita’ internazionale”.
Fassino ha poi assicurato “il consenso di tutta la commissione sulla proposta di risoluzuione Onu in quattro punti” illustrata da Frattini, un consenso che “rafforza il governo”. Di quei quattro punti “ce n’e’ uno di svolta, la possibilita’ di dislocare osservatori internazionali” che diventerebbe “la condizione per rendere credibile una richiesta di cessate il fuoco”. Hamas, ha ricordato, “fin qui non e’ stata disponibile ad alcuna forma di controllo”.
E proprio sulla posizione del Movimento di resistenza islamico Fassino si e’ soffermato a lungo, dopo che Massimo D’Alema aveva ha sollecitato un coinvolgimento di Hamas nel processo di pace. “Chiediamo a tutti una tregua perche’ siamo convinti che non vi sia soluzione militare al conflitto in Medio Oriente e che si debba tornare alla politica, ma c’e’ un nodo che si chiama Hamas”, ha detto.
La crisi, ha ricordato, e’ precipitata quando sul terreno si coglievano “segnali di condizioni piu’ favorevoli”. Per Fassino, “e’ giusto dire che nell’atteggiamento del governo israeliano abbiano prevalso ragioni elettorali, ma lo sapeva anche Hamas che c’erano le elezioni” e allora “a vantaggio di chi va la rottura della tregua?” e “come si supera” la “contraddizione” tra la ricerca della pace e i principi di Hamas? Molto importante, per Fassino, e’ “il sostegno all’Egitto e alla Lega araba, alla leadership moderata che scommette ancora sul costruire condizioni che portino Hamas a convincersi che non c’e’ soluzione senza il riconoscimento del diritto di Israele a esistere”. (AGI)
Sab