(AGI) - Catanzaro, 30 ago. - “Appare incomprensibile il modo in cui Sandro Principe pone la questione delle alleanze politiche, in un momento in cui la Calabria ha necessita’ di un centrosinistra coeso che sappia, in questo rush di legislatura e con buone pratiche amministrative, arrestare la pericolosa avanzata delle politiche neoliberiste. Non si comprende perche’ Principe pone la questione dell’alleanza con una forza come l’Udc, profondamente di centrodestra, e che rappresenta un’opzione, una concezione del mondo, una pratica politica ed amministrativa radicalmente differente a quella di cui la Calabria ha bisogno. Evidentemente Principe pensa piu’ a mantenere con qualche alchimia politica e tatticismo il suo feudo di Rende, oggi piu’ scricchiolante rispetto al passato, che non agli interessi ed ai bisogni dei calabresi”. Lo afferma Pino Scarpelli, segretario calabrese del Prc.
“L’idea di “laboratorio politico” che qualcuno vorrebbe costruire con l’Udc - aggiunge Scarpelli - e’ totalmente altra rispetto alla nostra proposta di laboratorio, che e’ fatta di nuovi e diversi contenuti e forme della amministrazione, che riconcilino la politica con quei settori della societa’ che richiedono piu’ attenzione ai diritti, ai servizi, alla qualita’ della vita, alla crescita della democrazia. Quel popolo calabrese che soffre e che da tempo domanda una svolta che rompa con i sistemi di potere consolidati. E’ appena il caso di ricordare, a chi troppo in fretta fa finta di dimenticare, il ruolo negativo esercitato dall’Udc calabrese nel pessimo governo Chiaravalloti. L’operato degli assessori Luzzo alla sanita’, Stillitani ai trasporti, Gallo allla forestazione e protezione civile, tutti esponenti di spicco dell’Udc, e’ completamente antitetico a quello che, secondo noi, esigono i calabresi. Se si vuol parlare di Calabria come laboratorio politico, riprendiamo - come richiesto da sempre da parte di Rifondazione Comunista - il confronto sul diritto alla salute, sul sistema dei trasporti, sulla tutela e valorizzazione dell’ambiente, sul lavoro, sulla scuola e sull’universita’, con i tanti settori sociali progressisti della regione - conclude il segretario - che vorrebbero contribuire attivamente alla rinascita dei nostri territori con i propri saperi e le proprie competenze. Non con le pratiche clientelari”. (AGI)
Ros