(AGI/AFP/REUTERS) - Washington, 31 mag. - Tra qualche ora Hillary Clinton sapra’ se dovra’ gettare subito la spugna o avra’ ancora un po’ di tempo a disposizione. Il destino dell’ex first lady sara’ deciso dai 30 membri della commissione regolamento del Partito democratico, riuniti al Marriott Wardmand Park Hotel di Washington.
Questi ultimi dovranno decidere se riammettere i 313 delegati di Florida e Michigan, privati del diritto di sedere alla convention nazionale di fine agosto a Denver per avere anticipato le primarie a gennaio, sfidando le regole dell’Asinello. Al momento 13 membri della commissione si sono detti favorevoli alla Clinton e otto a Obama. Gli altri 9 non hanno ancora preso una posizione Nel corso della notte una riunione preliminare i 30 hanno raggiunto un’intesa di massima sulla Florida dove si voto’ il 29 gennaio: i 185 delegati e i 26 uperdelegati saranno tutti presenti a Denver ma il peso del loro voto sara’ dimezzato. La commissione legale del Partito aveva suggerito che vengano riassegnati solo meta’ dei delegati e il compromesso della Florida andrebbe comunque in questo direzione.
Diversa e’ la situazione in Michigan perche il 15 gennaio scorso il nome di Obama non era presente sulla scheda.
Hillary reclamava per la Florida, dove ottenne il 50% contro il 33% di Obama, 105 dei 185 delegati; in Michigan la Clinton raccolse il 55% dei consensi e rivendica 73 dei 128 delegati.
In ogni caso l’ex first lady non riuscirebbe a colmare il divario dal rivale. Nella migliore delle ipotesi conquisterebbe tempo per convincere i 189 superdelegati, i vip del partito non vincolati dal voto popolare che alla fine decideranno l’esito del duello, a votare per lei alla convention di fine agosto a Denver.
Il vantaggio di Obama resta incolmabile per l’ex first lady: secondo il sito web indipendente www.realclearpolitics.com puo’ contare su 1.984 voti (1.660 delegati e 324 superdeleagti), 202 in piu’ rispetto alla senatrice ferma a 1.782 (1.499 delegati e 283 superdelegati). La decisione della commissione potrebbe solo rinviare il trionfo di Obama, che al momento e’ a soli 42 voti dalla quota magica di 2.025 voti. Un danno limitato per il senatore e comunque insufficiente per ridare a Hillary, staccata di 202 delegati, la possibilita’ di un ribaltone Se la meta’ o tutti i 313 delegati di Florida e Michigan fossero rimessi in gioco questo alzerebbe il quorum (2.118 se i delegati saranno contati al 50%; 2.210 se riammessi in toto) ma non colmerebbe il distacco.
Domenica si vota a Portorico, dove sono in palio 55 delegati, e tutti i sondaggi prevedono il trionfo di Hillary. Due giorni dopo, il 3 giugno, le urne si chiuderanno negli ultimi due stati, Montana e South Dakota, che assegnano rispettivamente 16 e 15 delegati. In entrambi Obama e’ in vantaggio.
(AGI)
Gis