Archivio per la Categoria 'diritti umani'

SIRIA: ATTIVISTI, DISERTORI UCCIDONO 4 SOLDATI IN AGGUATO A DERAA

Wednesday, December 28th, 2011

(AGI/AFP) - Nicosia, 28 dic. - Un gruppo di soldati disertori ha ucciso quattro militari del regime siriano in un agguato nella provincia meridionale di Deraa. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. “Almeno quattro soldati sono stati uccisi e altri 12 sono rimasti feriti in un attacco ad un convoglio militare e di sicurezza avvenuto stamattina tra Khirbet Ghazaleh e Dael”, hanno reso noto gli attivisti.
L’agguato si e’ consumato mentre un team di osservatori della Lega Araba si appresta a visitare la citta’ di Deraa e altre zone calde della protesta contro il presidente siriano, Bashar al-Assad, tra cui Hama e Idlib. (AGI) Rmi

SIRIA: OSSERVATORI L. ARABA A HOMS MA MASSACRO CONTINUA, 33 MORTI

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI/EFE) - Il Cairo, 27 dic. - La presenza degli osservatori della Lega Araba, da ieri in Siria, e da oggi ad Homs (il cuore della rivolta contro il regime di Bashar el Assad) non ha fermato il massacro. Il bilancio provvisorio delle vittime di oggi e’ di almeno 33 morti, di cui 13 solo ad Homs. Lo sostengono gli attivisti dei Comitati di Coordinamento Locale. Un altro gruppo, l’Osservatorio siriano dei Diritti Umani ha invece richiamato l’attenzione degli osservatori sulla presenza nel quartiere di Bab Amro ad Homs, teatro ieri di un’ennesima carneficina, di carrarmati del governo nascosti all’interno di complessi governativi
L’opposizione ha comunque aspramente criticato la decina di osservatori della Lega Araba ad Homs perche’, affermano, sono inutili: “si sono rifiutati di visitare i quartieri piu’ colpiti”, come Al Jalediya. Non solo. Hanno aggiunto il problema sono i termini dell’accordo, firmato il 19 dicembre tra Damasco e la Lega, che obbligano gli osservatori a farsi accompagnare dagli uomini del regime. Da parte sua il capo della delegazione, il generale sudanese Mohamed Ahmad Mustafa Dabi, si e’ dichiarato soddisfatto della collaborazione delle forze di sicurezza locali. (AGI) Gis

INTIMIDAZIONI: BOMBA CONTRO COMUNITA’ PROGETTO SUD, REAZIONI

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI) - Catanzaro, 27 dic. - Il sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole, e l’Amministrazione comunale tutta esprimono la loro piu’ profonda solidarieta’ a don Giacomo Panizza e la piu’ ferma condanna per il gravissimo atto intimidatorio di cui e’ stata fatta oggetto la struttura gestita dalla comunita’ Progetto sud a Lamezia Terme. “Siamo vicini a don Giacomo - afferma la Girasole - e a tutti i suoi collaboratori; e siamo certi che tutta la Calabria migliore sia dalla loro parte. Dalla parte di chi da tanto tempo ha deciso di lavorare per i piu’ deboli, per gli esclusi, per la costruzione di un futuro migliore per l’intera collettivita’”.
“Don Giacomo Panizza e tutti quelli che condividono il suo stesso percorso - prosegue il primo cittadino di Isola - perseguono con determinazione un progetto coraggioso, che i vili gesti di pochi non potranno fermare. E’ per questo che noi tutti, con il nostro impegno quotidiano, dobbiamo isolare questi codardi malviventi; nella consapevolezza che ogni gesto compiuto contro chi opera per la collettivita’, e’ un gesto compiuto contro ciascuno di noi”.
“Quando la societa’ civile esprime il proprio piu’ deciso impegno, quando promuove e realizza, con i fatti, la cultura della solidarieta’, quando il volontariato si trasforma in denuncia quotidiana e vivente del degrado, dell’abbandono, della violazione dei diritti umani, puo’ anche infastidire qualcuno ed armare mani vigliacche e ‘ignote’.” Con queste parole Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, condanna la vile intimidazione che nella notte fra Natale e Santo Stefano ha fatto esplodere una bomba davanti alla sede della Comunita’ Progetto Sud di Lamezia Terme, in prossimita’, fra l’altro, della sede della FISH Calabria. “Serve un ancor piu’ forte e deciso sostegno di ogni cittadino che abbia a cuore la propria collettivita’ e il futuro dei propri figli. - prosegue Barbieri - Quella calabrese e’ stata la prima delegazione regionale della FISH e questa ha consentito di porre nell’agenda della Federazione alcuni temi di prioritaria importanza per la Calabria e per l’intero Sud. Quindi chi ha attaccato la Comunita’ Progetto Sud ha attaccato anche la FISH nella sua interezza. Alla FISH Calabria e alla Comunita’ Progetto Sud va tutta la nostra solidarieta’ che sara’ testimoniata da un rinnovato impegno proprio su quei temi”. (AGI) Cz3/Ros

SIRIA: 70MILA IN PIAZZA A HOMS, FORZE SICUREZZA USANO LACRIMOGENI

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI/REUTERS) - Beirut, 27 dic. - Sono almeno 70mila i manifestanti scesi in piazza a Homs, nel centro della Siria, nel giorno dell’arrivo degli osservatori della Lega Araba. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Le forze di sicurezza del regime hanno usato lacrimogeni per cercare di fermare il corteo, che sta marciando verso il centro della citta’. (AGI) Rmi

LA NOTIZIA: SIRIA, OSSERVATORI ENTRANO A HOMS (ORE 14)

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI/AFP/REUTERS) - Damasco, 27 dic. - Gli osservatori della Lega Araba sono entrati a Homs, nel centro della Siria, roccaforte della resistenza contro il presidente Bashar al-Assad. Nelle ultime 24 ore la citta’ - che conta quasi 2mila morti dall’inizio delle proteste in marzo - aveva registrato 34 vittime cadute per mano del regime. L’arrivo del team e’ stato accolto da un’imponente manifestazione dell’opposizione, con oltre 30mila persone scese in piazza nel quartiere centrale di Khalidiya, uno dei piu’ martoriati dalla repressione. In vista dell’arrivo degli osservatori, testimoni e residenti hanno riferito che il regime ha ritirato almeno 11 carri armati dalla periferia cittadina; un’operazione che l’opposizione giudica di puro maquillage, tanto piu’ che le autorita’ avrebbero anche fatto sparire dal locale obitorio centinaia di cadaveri e trasferito i detenuti in basi militari, dove il team della Lega Araba non ha accesso.
Sempre nell’area di Homs, vicino Rastan, l’agenzia di regime ha riferito di un “attacco terroristico” contro un gasdotto, gia’ preso di mira nei mesi passati. Al confine con la Turchia, inoltre, le forze speciali siriane avrebbero respinto “gruppi terroristici” che cercavano di infiltrarsi in Siria, uccidendo “diverse persone”.
I 50 osservatori sono incaricati di monitorare l’attuazione del piano di pace elaborato dalla Lega Araba. L’intesa prevede la fine immediata delle violenze, il ritiro delle forze armate e il rilascio dei detenuti. La squadra e’ stata divisa in 5 gruppi di 10 osservatori, che visiteranno le zone calde del Paese, tra cui Homs, la provincia nordoccidentale di Idlib, Damasco e Deraa. Il capo della missione, il generale sudanese Mustafa al-Dabi, ha fatto sapere che finora il governo di Damasco si e’ mostrato “molto collaborativo”.
A Homs il team della Lega Araba ha incontrato il locale governatore, Ghassan Abdel Al, e visitato il quartiere di Bab Sebaa, dove - stando alla tv Dunia, assai vicina al regime - avrebbe constatato “i danni prodotti dai gruppi armati” e incontrato “i familiari dei martiri e delle persone sequestrate” da tali gruppi. “Molti residenti” avrebbero inoltre denunciato agli osservatori “la cospirazione in corso contro la Siria”. Poco piu’ in la’ 30mila oppositori scendevano in piazza per denunciare “i crimini del regime”, come dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.
Intanto, la tenaglia contro Assad sembra chiudersi ogni giorno di piu’. Secondo Debka, sito vicino all’intelligence israeliana, il Qatar - attivissimo nel conflitto libico contro Muammar Gheddafi - avrebbe dato vita ad una “forza d’intervento sunnita” di 2.500 unita’, con base ad Antiochia, incaricata di velocizzare la caduta del presidente siriano. Al comando di tale forza vi sarebbe Abdel Hakim Belhaj, gia’ capo delle milizie che ad agosto espugnarono Tripoli. (AGI) Rmi

EGITTO: TRIBUNALE METTE FINE A TEST DI VERGINITA’ SULLE DETENUTE

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI/REUTERS) - Il Cairo, 27 dic. - Un tribunale egiziano ha ordinato che vengano interrotti i testi forzati di verginita’ sulle detenute nelle prigioni. La sentenza dopo che una manifestante di piazza Tahrir, Samira Ibrahim, aveva denunciato di essere stata sottoposta al test ad aprile, dopo l’arresto durante una manifestazione al Cairo. Le organizzazioni a tutela dei diritti umani avevano confermato di aver avuto notizia della procedura. Adesso la decisione del giudice Aly Fekry, la cui sentenza e’ stata accolta dal grido di giubilo delle centinaia di attivisti assiepati nell’aula di tribunale. (AGI) Bia

SIRIA: HOMS, REGIME RITIRA CARRI ARMATI PER ARRIVO OSSERVATORI

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI/AFP) - Nicosia, 27 dic. - I carri armati del regime siriano si sono ritirati da Homs in vista dell’arrivo in citta’ degli osservatori della Lega Araba. Lo ha riferito il capo dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, precisando che 11 blindati si sono ritirati stamattina presto dalla periferia di Baba Amro. Homs e’ una delle roccaforti della resistenza al presidente Bashar al-Assad. Secondo gli attivisti, nella citta’ nelle ultime 24 ore sono state uccise 34 persone. (AGI) Rmi/mld

ETIOPIA: “FIANCHEGGIARONO TERRORISTI”, 11 ANNI A REPORTER SVEDESI

Tuesday, December 27th, 2011

(AGI/REUTERS) - Adds Abeba, 27 dic. - Un tribunale etiope ha condannato due reporter svedesi a 11 anni di prigione per aver fiancheggiato terroristi ed essere entrati nel Paese illegalmente.
I due erano stati arrestati lo scorso mese di luglio insieme a uomini di un gruppo indipendentista etiope, il Fronte di Liberazione Nazionale di Ogaden (Flno). Ma secondo le organizzazioni a tutela dei diritti civili, in nome della lotta al terrorismo il governo di Addis Abeba mette il silenziatore alla dissidenza e alle voci critiche.
Martin Schibbye e Johan Persson, collaboratori dell’agenzia grafica svedese Kontinent, erano stati arrestati nel corso di uno scontro tra le forze etiopi e l’Flno, un gruppo etiope di etnia somala che lotta per la secessione di questa regione; entrambi provenivano da un turbolento territorio limitrofo, il Puntland. Il caso dei due reporter svedesi ha messo in moto una campagna internazionale a favore della liberta’ di stampa in Etiopia, in cui giornalisti, scrittori e attivisti dei diritti umani hanno chiesto la scarcerazione di tutti gli arrestati, compreso il reporter e blogger etiope Eskinder Nega. Eskinder, in prigione dal 14 settembre, rischia la pena di morte per aver pubblicato un articolo in cui criticava l’utilizzo della legge anti-terrorismo per mettere il silenziatore alla dissidenza. (AGI) Bia