(AGI) - Catanzaro, 10 dic. - “La manovra economica varata dal governo Monti penalizza enormemente il Sud e la Calabria, non risponde a criteri di equita’ e giustizia sociale e non e’ in grado di rilanciare l’economia italiana e l’occupazione”. E’ quanto afferma, in una nota, il Consigliere regionale del Pd Carlo Guccione, spiegando i motivi della sua adesione allo sciopero unitario proclamato da Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale per lunedi prossimo. “Monti ed il suo Governo - prosegue Guccione- non possono limitarsi solo a fare i bravi ragionieri, mettendo a posto i conti e facendo quadrare i bilanci dello Stato, ma devono anche saper individuare nuove risorse da investire per la crescita e l’occupazione. Per questo motivo e’ necessario, in primo luogo, che ogni cittadino italiano, nessuno escluso, secondo le proprie possibilita’, contribuisca al risanamento e al rilancio della nostra economia per come previsto dalla Costituzione Italiana. In secondo luogo, occorre puntare sul Mezzogiorno, a cui in questi anni sono stati sottratti oltre 35 miliardi di euro destinati al proprio sviluppo e che sono stati dirottati e investiti al Nord. Il Sud e La Calabria devono ritornare ad essere una delle priorita’ del Governo, perche’ e’ solo dalla loro crescita e dal loro sviluppo che puo’ rimettersi in moto il motore dell’economia nazionale. Qui’, infatti, esistono le potenzialita’ e le energie necessarie per rilanciare le prospettive dell’intero Paese. E’ giunto il momento che il Sud faccia sentire forti le proprie ragioni, che non sono il portato di interessi particolari. Dalla Calabria e dal Mezzogiorno, per troppo tempo dimenticati dalle scelte dei governi passati, pertanto, deve partire un segnale forte che indichi in maniera chiara la strada giusta per uscire dalla crisi. Per questi motivi - prosegue Guccione - condividiamo e sosteniamo le ragioni che hanno portato Cgil, Cisl e Uil, finalmente in modo unitario, allo sciopero di lunedi’ e che hanno l’unico obiettivo di rendere piu’ equa e piu’ giusta una manovra che, cosi’ com’e', penalizza fortemente il Mezzogiorno, i lavoratori e i pensionati, che rappresentano le fasce piu’ deboli della nostra societa’. Il nostro augurio sincero - conclude il Consigliere regionale del Pd - e’ che il Governo e il Parlamento sappiano ascoltare e recepire le proposte che provengono da questa mobilitazione di popolo per garantire maggiore equita’, piu’ sviluppo, piu’ occupazione e piu’ crescita all’intero Paese”. (AGI) Adv