SAKINEH: I SINDACI DONNA, “MOBILITAZIONE PER SALVARLA DA MORTE”
(AGI) - Roma, 7 set. - Netta condanna per una sentenza che calpesta i diritti delle donne e appello ad una mobilitazione nazionale che coinvolga governo e tutti i livelli istituzionali per i diritti umani che non sono negoziabili. E’ riportato in una nota dell’Anci sulla vicenda di Sakineh Mohammad Ashtiani, la donna iraniana condannata per adulterio e complicita’ in omicidio del marito. “Chiediamo al ministro degli Esteri, Franco Frattini di esprimere lo sdegno da parte di tutti gli amministratori pubblici, e in particolare delle amministratrici donne, sulla sentenza di lapidazione”, afferma Amalia Neirotti sindaco di Rivalta di Torino e presidente di Anci Piemonte che aggiunge: “Di fronte a questo caso internazionale rivolgiamo un appello affinche’ possiamo continuare ad essere informati sulle decisioni riguardo la sentenza. Gli organismi internazionali che si occupano di diritti umani devono sapere che hanno il pieno sostegno da parte di tutti i cittadini italiani”. Alla Neirotti fa eco Lucia Bursi, sindaco di Maranello che si rifa’ alla condanna espressa oggi dal presidente della Commissione, Barroso. “I diritti delle donne sono troppe volte ed in troppi luoghi costantemente calpestati: occorre una limpida e fattiva volonta’ di dire basta”, ricorda. Il sindaco di Maranello auspica anche l’avvio di una piu’ forte azione diplomatica da parte dell’Italia. “E’ vero che contatti d’ambasciata specificano che da Teheran nessuna decisione e’ ancora stata presa, ma questo e’ dovuto anche alla mobilitazione che avviene in tutto il mondo. Ora occorre l’impegno del governo italiano a compiere tutti i passi possibili, nelle sedi internazionali e nei rapporti bilaterali con l’Iran, per impedire che Sakineh venga lapidata a morte”, conclude Bursi. Poi Daniela Ruffino, sindaco di Giaveno: “Siamo stati messi di fronte ad una realta’ impietosa, sulla quale il governo, pur con tutti i suoi sforzi, riesce ad incidere mediamente poco”. Per questo motivo, secondo Ruffino, “e’ necessaria una mobilitazione nazionale di tutti gli organi e i livelli di governo, di tutti gli assessorati alle Pari opportunita’”. Pat