CERNOBBIO: TREMONTI-BERTINOTTI, ‘ATTENTI A QUESTO CAPITALISMO’

(AGI) - Cernobbio, 4 set. - Anche Tremonti scorge qualche pericolo per la democrazia: “Ogni dieci anni si fanno i censimenti - ricorda - questa volta alcuni paesi hanno deciso di farlo incrociando le banche dati. Questo pone un problema di democrazia. Basta uscire e ti individuano con un satellite, oppure penso che se spengo il callulare non mi beccano e invece non e’ vero. Ci sono enormi problemi di democrazia, e la discussione sulle intercettazioni poteva essere l’occasione per affrontarli”. TRemonti individua inoltre un’ulteriore “complessita’”, “l’apertura dello spazio virtuale” avvenuta con Internet: “Che democrazia c’e’ in Google -chiede - dove tutto si trasmette in tempo reale? Chi controlla? Comunque io sono fondamentalmente ottimista, credo che alla fine la democrazia resti, ma e’ anche un problema di tecnica, non solo di politica”.

Bertinotti coglie la palla al balzo, rimarcando le colpe della politica: “Se la politica spana, come sta spanando in Europa, dove e’ difficile vedere in campo una qualsiasi utopia, un’idea di societa’, come fai a dare un’idea di demcorazia?”. Tremonti qui dissente: “Per me la democrazia e’un sistema di valori, non un’utopia di societa’ da costruire”.

Gran finale sul diritto di sciopero e il caso Melfi: “Il diritto di sciopero e’ un diritto individuale - afferma Bertinotti - se non posso esercitarlo c’e’ una regressione drammatica dei diritti”. Quanto ai nuovi accordi di produzione, continua “siamo di fronte a proposte di riorganizzazione del lavoro repressive”.

“Qualcosa si deve pensare di cambiare – ribatte Tremonti – non il diritto in assoluto, ma la sua applicazione, la sua forma e contesto”.

In chiusura qualche battuta “Potremmo quasi arruolare Bertinotti tra gli anticomunisti” dice Tremonti; “Non allargarti troppo”, infine un aperitivo insieme nel dehors di Villa d’Este, con la moglie di Bertinotti, Lella, e il presidente dell’Eni, Roberto Poli. (AGI)

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