PROCESSO BREVE: PECORELLA (PDL), RISCHIA LEDERE DIRITTI DIFESA
(AGI) - Roma, 2 set. - “E’ politicamente irresponsabile non aver aderito a soluzioni che rendano governabile il Paese senza essere esposti alla prima informazione di garania e la sinistra ha la responsabilita’ di aver rifiutato di trovare soluzioni a questoproblema. D’altra parte pero’ dobbiamo trovare soluzioni che non scardinino alcuni principi fondamentali del nostro sistema giudiziario”. Lo dice a Radio Radicale il deputato del Pdl, Gaetano Pecorella, intervistato sul processo breve.
Per Pecorella: “Non e’ concepibile un sistema giudiziario che non dia un risposta di fronte ad una richiesta di un cittadino, come si rischierebbe con il processo breve. E poi pensiamo ad un giudizio di primo grado che si e’ concluso nei 3 anni di cui parla la norma con una condanna per l’imputato: se il giudizio d’appello dura piu’ dei 2 anni previsti cosa succede? Rimane la condanna in primo grado a carico dell’imputato?Cosi’ pero’ rischiano le garanzie. Cosi’ come nel caso in cui il giudice dovesse avere tempi ristretti, sacrificherebe le richieste della difesa o quelle dell’accusa? Se la difesa cheide una perizia che rischia di far slittare i tempi ed estinguere il processo il giudice rigettera’ sicuramente la richiesta”.
Quanto al processo Mills? “Intanto - replica Pecorella - bisognerebbe pensare a modificare il legittimo impedimento per cercare di costringere la Consulta a rimettere la questione al giudice di provenienza essendo cambiata la legge, come spesso accade di fronte alla Corte Costituzionale. E poi si potrebbe prevedere per legge quel meccanismo gia’ contenuto nella cosiddetta circolare Maddalena, giudicata legittima dal Csm, prevedendo che tutti i reati commessi entro la data dell’indulto (1 maggio 2006) vengono celebrati solo a condizione che non si debbano fare processi piu’ recenti che prevedibilmente arriveranno a decisione. La norma del processo breve che mi scandalizza di meno e’ infatti proprio quella transitoria”. (AGI) Cav