PROCESSO BREVE: OUA, NON E’ EFFICACE, SERVE RIFORMA GLOBALE
(AGI) - Roma, 2 set. - “In via di principio non possiamo che essere d’accordo con qualunque intervento che contribuisca a ridurre l’eccessiva durata dei processi, ma il ddl definitivo, che si ha intenzione di approvare, deve essere fortemente emendato e deve essere accompagnato da una riforma complessiva della macchina giudiziaria sia nel civile che nel penale. Altrimenti rischia di non essere efficace e di naufragare”. Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura italiana, commenta cosi’ la volonta’ del governo di accelerare sul cosiddetto “processo breve”.
Per il presidente dell’Oua, va preliminarmente “sgomberato il campo dalle polemiche strumentali e dalla logica dei veti contrapposti che purtroppo ostacolano da anni un sereno confronto sulla crisi della giustizia. Condividiamo i principi che ispirano il progetto di legge e in particolare l’esigenza di assicurare al cittadino un processo che risponda ai canoni costituzionali e ai principi europei nell’ambito di una riforma dell’intero sistema processuale”.
“La giustizia, in particolare quella civile - ricorda de Tilla - versa in Italia in un vero e proprio stato da malato terminale. Lo attestano le ripetute condanne riportate presso la Corte di giustizia europea per la durata irragionevole dei processi, la 156esima posizione sulle 180 prese in considerazione circa la capacita’ di far rispettare i contratti (ci precedono paesi come il Sudan, il Ruanda, il Nicaragua e l’Uganda e siamo gli ultimi nell’ambito Ocse) e la davvero impietosa analisi contenuta nel rapporto del 2005 del Commissario per i Rapporti umani dell’Unione europea, Alvaro Gil Robles. E da allora la situazione non e’ certamente migliorata, anzi si e’, con ogni probabilita’, aggravata”.
Ma de Tilla coglie l’occasione anche per evidenziare le forti carenze della proposta di legge, ivi compresa “la necessita’ di prevedere che i tempi del processo devono essere accompagnarsi da una riforma dell’istituto della prescrizione”. “Il ddl sul “processo breve” - continua - rischia di sottovalutare le ricadute sui procedimenti civili. Purtroppo, l’attenzione come sempre e’ rivolta, solo agli aspetti legati al penale e alle estenuanti e immancabili contrapposizioni politiche sulla giustizia e poche sono state fino ad ora le riflessioni sulle conseguenze, per esempio, sulla legge Pinto e sul diritto dei cittadini ad essere risarciti in caso di irragionevole durata del processo civile”.
Secondo l’Oua, quindi, il testo ha bisogno di “alcune sostanziali modifiche” e non puo’, comunque, “non essere accompagnato da un forte intervento sulla macchina giudiziaria”. (AGI) Bas