CLAPS: LEGALE FAMIGLIA, ESAMI DNA NON CAMBIANO QUADRO INDIZIARIO
(AGI) - Salerno, 30 lug. - “Sapevamo fin dall’inizio che quei campioni di dna non sarebbero stati attribuiti a Danilo Restivo”. Il legale della famiglia Claps, l’avvocato Giuliana Scarpetta, non mostra alcuna sorpresa rispetto alle ultime indiscrezioni sull’esito delle perizie in corso a Roma sui reperti rinvenuti nel sottotetto in cui fu uccisa Elisa Claps, la studentessa 16enne di potenza ritrovata a 17 anni dalla sua scomparsa. “Quei campioni di liquido seminale, entrambi maschili e appartenenti a due persone diverse, furono isolati su un materasso - spiega l’avvocato Scarpetta - che si trovava in quel sottotetto da moltissimi anni, direi addirittura secoli”. Secondo il legale della famiglia l’esito della perizia era scontato anche per un’altra circostanza. “Il rapporto sessuale tra Elisa e Danilo non poteva essere consumato su un materasso - prosegue il legale - perche’ Elisa non voleva quel rapporto. E infatti si tratto’ di una violenza”. Di Elisa Claps si perse ogni traccia il 12 settembre 1993. I suoi resti sono stati rinvenuti 17 anni dopo, il 17 marzo scorso, nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinita’ a Potenza. Nelle lunghe e complesse indagini, concluse dalla Dia di Salerno coordinata dalla procura di Salerno, c’e’ sempre stato un unico indagato, Danilo Restivo, l’ex studente di Giurisprudenza che per ultimo incontro’ Elisa Claps il 12 settembre 1993 e che si e’ sempre detto innocente e estraneo a ogni accusa. Restivo attualmente e’ detenuto in Inghilterra, dove sara’ processato a settembre prossimo per l’omicidio di Haether Barnett la sarta vicina di casa, trovata morta e mutilata il 12 novembre 2002. L’uomo in carcere ha ricevuto il mandato di arresto internazionale ma solo quando tornera’ il Italia potra’ ricevere l’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Salerno per l’omicidio di Elisa Claps. Anche secondo gli investigatori salernitani l’esito delle perizie, disposte in sede di incidente probatorio dal gip, non modificano il quadro indiziario. Un’ordinanza di custodia cautelare era infatti gia’ pronto a ottobre dello scorso anno, ma per uno scrupolo investigativo gli inquirenti hanno preferito condurre altri accertamenti. Poi l’accelerazione venuta con il ritrovamento del corpo della giovane studentessa di Potenza. La complessita’ delle indagini peritali non ha pero’ consentito finora la restituzione della salma ai famigliari. “Per la meta’ di agosto - spiega l’avvocato Scarpetta - si concluderanno le perizie che verranno messe a disposizione delle parti. Poi potremo chiedere approfondimenti. Difficile immaginare che la salma possa essere messa a disposizione prima della fine di settembre”. (AGI) Cli/Na/Dib