CINA: LA SFIDA CON GOOGLE, UNA BATTAGLIA SENZA VINCITORI

(AGI) - Milano, 31 mar. - Dello stesso avviso e’ stato Amadori che ha, pero’, ampliato la prospettiva di osservazione della vicenda. Secondo il ricercatore del Coesis, dietro alla battaglia Google-Cina si cela uno “scontro tra modelli culturali”. Da una parte il modello “leading” delle societa’ autoritarie con strutture verticale; dall’altra quello “societing” di quelle dove gli attori sociali sono invitati a “co-costruire” i valori del mondo in cui vivono. “E’ una partita aperta”, ha osservato, “senza vincitori nel breve periodo: e’ la partita di questo secolo, formidabile e cruciale, su cui si costruira’ il futuro dell’umanita’ e sulla quale nessuno al momento puo’ dare una risposta precisa”.

Pobbiati, dal canto suo, ha sottolineato come, in vicende di questo tipo, la “responsabilita’ della aziende occidentali sia pesante, perche’ hanno il potere enorme di fare la differenza in relazione alle violazioni dei diritti umani”. “Una societa’ complessa deve imparare a metabolizzare il dissenso - ha osservato - e la Cina non sembra in grado di farlo”.

Talia, infine, ha riportato le testimonianze di alcuni dei piu’ influenti blogger cinesi sul caso. “I perdenti sono Google e il governo cinese; i vincenti sono QQ, Sugou, e altri piccoli motori di ricerca cinesi”, ha commentato Zhou Shuguang, alias “Zuola”. “Da una prospettiva commerciale, e’ opinione diffusa in Cina che la scelta di Google sia imputabile ai bassi profitti nel mercato cinese, seppur quest’ultimo sia il piu’ grande al mondo con ben 384 milioni di utenti”, ha sostenuto. (AGI) Red