(SCHEDA) LA BIBLIOTECA DI GOOGLE, RIVOLUZIONE O MONOPOLIO?

(AGI) - Roma, 10 mar. - L’accordo siglato tra il ministero dei Beni culturali e Google per al digitalizzazione di un milione di libri e’ l’ennesimo capitolo di una storia che specie negli Usa ha sollevato un vespaio di polemiche. Da una parte il colosso dei motori di ricerca che sostiene si tratti di una grande rivoluzione per mettere milioni di titoli ‘perduti’ a disposizione di lettori che altrimenti non vi avrebbero accesso. Dall’altra gli editori che chiedono regole precise per evitare violazioni dei diritti d’autore.

Nel novembre scorso e’ stato siglato un nuovo accordo tra Google e gli autori ed editori americani: un testo di 170 pagine incentrato sulla digitalizzazione dei libri coperti da copyright che dovrebbe risolvere le questioni di diritti d’autore e di antitrust sollevate dal Dipartimento di Giustizia dopo la diffusione della versione originale del complicato accordo legale. In base all’intesa raggiunta con la Authors Guild e l’Association of American Publishers, Google accetta di pagare 125 milioni di dollari per risolvere tutte le cause ancora aperte e viene creato un Book Rights Registry indipendente che garantirebbe una percentuale sulle vendite e la pubblicita’ agli autori e agli editori che accettano di digitalizzare i loro libri. In particolare il nuovo accordo, pensato per risolvere una class action del 2005 intentata contro Google da autori ed editori che accusavano il provider di aver infranto il diritto di autore per la scannerizzazione di intere biblioteche, dovrebbe risolvere la questione dei cosiddetti “libri orfani”, le pubblicazioni anonime non garantite dal diritto di copyright, che Google si sarebbe ‘accaparrate’ nella prima versione dell’intesa, fatto che aveva fatto scatenare le polemiche dei provider rivali come Amazon e Microsoft. Ora i ‘libri orfani’ faranno capo a un trust indipendente che dovrebbe raccogliere i fondi raccolti dei pagamenti e poi, se non rivendicati dopo 10 anni, donarli ad alcune associazioni di beneficenza di Usa, Canada, Australia a Gran Bretagna, paesi che nel nuovo accordo vengono coinvolti nella responsabiltia’ sui diritti. L’accordo definisce anche un nuovo algoritmo per prezzare i libri in modo da non creare problemi di concorrenza con l’Antitrust e non violare i diritti dei consumatori. L’accordo dovra’ essere ora approvato in tribunale. Ma bisognera’ soprattutto vedere come verra’ accolto in sede europea dopo che la Commissione Ue aveva piu’ volte espresso le sue preoccupazioni per il fatto che libri di autori europei venissero messi on-line. (AGI) Uba