DELBONO: PROCURA CONTESTA ANCHE TRE VIAGGI A CAPRI

(AGI) - Bologna, 9 feb. - Per l’utilizzo improprio di risorse pubbliche a fini privati, il sindaco dimissionario di Bologna, Flavio Delbono, dovra’ rispondere nella vicenda giudiziaria ‘Cinzia Gate’, oltre alle sette missioni all’estero anche di tre viaggi a Capri compiuti nell’agosto del 2005, 2006 e 2007. E’ questa la novita’ contenuta nel capo di accusa che accompagna l’invito a comparire, per un secondo interrogatorio, notificato dal pm Morena Plazzi al difensore dell’ex primo cittadino. In queste trasferte Delbono figurava in missione per conto della Regione per incontrare amministratori locali, ma tale circostanza al momento non risulta agli inquirenti, che quindi ipotizzano i reati di truffa aggravata e di peculato. Si tratta, in particolare, di tre settimane (una per anno) trascorse da Delbono nell’isola partenopea insieme all’ex fidanzata Cinzia Cracchi. Dagli accertamenti dei magistrati emerge che Delbono, nelle trasferte italiane, non ha pagato con soldi pubblici per le spese della Cracchi, per gli alberghi o le cene. Dunque, il capo di accusa (truffa) si riferisce ai soli rimborsi per le spese di viaggio (poche centinaia di euro) richiesti da Delbono alla Regione per i primi due viaggi a Capri. Nell’agosto 2007, invece, il sindaco dimissionario secondo quanto contestato dalla Procura pago’ il biglietto aereo con la carta di credito della Regione (peculato). Nel nuovo invito a comparire decade il reato di abuso di ufficio poiche’, dalle verifiche del pm, risulta la piena regolarita’ nella procedura del rilascio delle ferie della Cracchi da parte del suo diretto ’superiore’ Delbono il quale allora ricopriva la carica di vicepresidente della Regione. L’interrogatorio dell’ex sindaco di Bologna era previsto entro la settimana ma probabilmente sara’ posticipato. In mattinata il difensore di Delbono, avvocato Paolo Trombetti, ha avuto un breve colloquio con il pm Plazzi, contitolare dell’indagine. Ora il magistrato che aveva gia’ notificato l’invito a comparire e’ in attesa di una richiesta scritta da parte del legale per fissare una nuova data. Nell’invito e’ contestato anche il reato di tentata induzione a non rendere dichiarazioni o a renderle mendaci all’autorita’ giudiziaria (art.377 bis del codice penale) per le presunte pressioni di Delbono sulla Cracchi a ridosso del primo interrogatorio della donna. Il sindaco dimissionario dovra’ rendere conto di alcuni incontri avuti nel gennaio scorso con l’ex segretaria ed ex compagna, e dovra’ chiarire in merito a presunte offerte economiche alla Cracchi in cambio del suo silenzio. “La linea difensiva”, ha detto l’avvocato Trombetti dopo l’incontro con il pm, “rimane la stessa. Non c’e’ stato alcun utilizzo di denaro pubblico per le spese della signora Cracchi in nessuna occasione”. (AGI) Cli/Bo/Ari