LA NOTIZIA:PRESSING SU IRAN, RESA DEI CONTI PIU’ VICINA(ORE 19)
(AGI) - Roma, 8 feb. - Nella settimana dell’anniversario della rivoluzione khomeinista, che si celebra giovedi’, la sfida tra l’Occidente e l’Iran si allarga sempre piu’ dal nucleare ai diritti umani. Ali’ Khamenei, Guida suprema iraniana, ha lanciato la sfida, in un discorso rivolto all’aviazione militare: giovedi’ “la Nazione iraniana, unita e con la grazia di Dio, sferrera’ un cazzotto tale all’arroganza dell’Occidente, che lo lascera’ stordito”.
Il governo della repubblica islamica ha messo in cantiere una serie di solenni cerimonie. Per evitare sorprese, e’ stato avviato un giro di vite sulla dissidenza, impegnata a preparare le contromanifestazioni per giovedi’, che pero’ non sembra aver scalfito il movimento Verde. “Se Dio vuole - ha detto l’ex presidente riformista Mohammad Khatami- tutto il popolo, come titolare primo della rivoluzione, prendera’ parte ai cortei, difendendo allo stesso tempo la rivoluzione e i diritti umani”.
Negli ultimi due giorni sono finiti in carcere dieci giornalisti, che si aggiungono ai 45 gia’ detenuti. Altri sette dissidenti rischiano condanne pesanti, due di loro potrebbero andare alla forca. L’ex viceministro degli Esteri Mohsen Aminzadeh e’ stato condannato a sei anni di carcere. Khamenei ha messo il sigillo personale su questi provvedimenti, attribuendo la protesta dell’Onda verde a mandanti stranieri: “Il piu’ importante obiettivo delle sedizioni post-elettorali era di creare una spaccatura nella nazione, ma non sono riusciti a farlo e l’unita’ del nostro popolo resta una spina conficcata nel loro occhi”. In una nota congiunta Usa e Ue hanno espresso “preoccupazione” per la stretta sui diritti umani che potrebbe verificarsi nei prossimi giorni.
Ma il punto piu’ delicato resta ovviamente il dossier nucleare. La stessa Russia, tradizionalmente vicina all’Iran, ha invitato Teheran a “rispettare gli accordi internazionali”. L’Italia, attraverso il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si e’ detta stanca delle “politiche dilatorie”, e Parigi e Washington si sono dette insieme “d’accordo” su nuove sanzioni.
Il segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, ha insistito sulla necessita’ di risolvere pacificamente la crisi sul nucleare iraniano, ma ha avvertito che “a questo punto l’unica strada che ci rimane” e’ quella delle sanzioni che “richiedono che tutta la comunita’ internazionale lavori insieme”.
Ma Teheran, intanto, progetta di costruire dieci nuovi impianti di arricchimento dell’uranio entro il “prossimo anno”, come ha spiegato il capo del programma atomico iraniano (Aeoi), Ali Akbar Salehi. L’anno nuovo iraniano inizia il 21 marzo. Domani la Repubblica Islamica comincera’ ad arricchire l’uranio fino al 20% nell’impianto sotterraneo di Natanz. Questo programma, ha aggiunto Saleh, non si limitera’ alle necessita’ di combustibile del reattore civile di Teheran. (AGI) Red