FORLEO: A GIUDIZIO DISCIPLINARE PER PROCESSO BENTIWAA

(AGI) - Roma, 31 gen. - L’ex gip di Milano Clementina Forleo tornera’ venerdi’ prossimo davanti alla sezione disciplinare del Csm, che dovra’ decidere se infliggerle o meno una sanzione per il caso del processo a Farida Bentiwaa, la donna accusata di favoreggiamento del terrorismo islamico.

A chiedere il giudizio disciplinare per la Forleo e’ stata la Procura generale della Cassazione, secondo cui il magistrato e’ incorso in “grave e reiterata inosservanza delle norme sul servizio giudiziario”, nonche’ in un “reiterato, grave e ingiustificato ritardo nel compimento degli atti relativi all’esercizio delle funzioni”.

Secondo quanto si legge nel capo di incolpazione, con la sua condotta, l’ex gip di Milano ha “differito indebitamente di oltre 3 anni, con una non prevista sospensione di fatto” la trattazione del procedimento a carico della Bentiwaa, mentre le norme del codice di procedura penale stabiliscono che “tra la data di deposito della richiesta di rinvio a giudizio”, risalente nella specie al 3 agosto 2004, e “la data dell’udienza non puo’ intercorrere un termine superiore a 30 giorni”, che, nel caso in esame, e’ iniziato a decorrere dal 9 settembre 2004, quando la posizione dell’imputata venne stralciata, per un vizio di notifica, per decisione dell’ex gip, dal procedimento a carico di altri imputati, tra cui Mohamed Daki, sul quale la Forleo si era pronunciata con l’assoluzione nella famosa sentenza in cui distingueva i ‘terroristi’ dai ‘guerriglieri’, poi annullata dalla Cassazione.

Nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni della Procura della Repubblica di Milano, “ben nove tra novembre 2006 e ottobre 2007″, ricorda il capo di imputazione, la Forleo, oggi giudice a Cremona, “ometteva di procedere ad una rituale e completa formazione del fascicolo relativo al procedimento separato e di fissare la nuova udienza preliminare”.

Clementina Forleo ha dovuto lasciare l’ufficio milanese dopo il trasferimento d’ufficio per incompatibilita’ ambientale disposto dal Csm nel luglio 2008 (ma sul quale ancora pende un ricorso al Consiglio di Stato, dopo che il Tar ha dato ragione all’ex gip milanese) a seguito delle dichiarazioni rilasciate in occasioni pubbliche, tra cui una puntata di ‘Annozero’, su presunte pressioni ricevute da ambienti istituzionali. Forleo, invece, era stata ‘assolta’ in sede disciplinare, nel giugno 2008, dalle accuse inerenti l’ordinanza con cui, nel luglio 2007, aveva chiesto alle Camere l’autorizzazione a utilizzare le intercettazioni, disposte nell’ambito delle inchieste sulle scalate bancarie, nelle quali comparivano anche alcuni parlamentari, tra cui D’Alema e Fassino. Il ‘tribunale delle toghe’ aveva ritenuto “anomala” la sua ordinanza, ma non aveva riscontrato alcun illecito disciplinare. (AGI) Oll