EDITORIA: FNSI-MEDIACOOP, RIFORMA ANTISPRECHI E TUTELA LAVORO
(AGI) - Roma, 13 gen. - Natale rileva che “oggi c’e’ l’impegno che Tremonti aveva assunto, ma e’ un impegno solo per le testate storiche, e l’assicurazione, certo importante, arrivata da Bonaiuti il 17 dicembre quando ha garantito che le le erogazioni per il 2009 saranno le stesse dell’anno precedente. E pero’ non sappiamo tramite quale strumento di legge possa avvenire, ne’ quando e ne’ quali siano i soggetti chiamati a decidere”. Il presidente della Fnsi aggiunge “non riconosciamo, come sindacato dei giornalisti, la validita’ della categoria giornali storici, nel senso che possono esserci testate piu’ giovani e oltretutto meritevoli di sostegno pubblico, cosi’ come all’inverso possono esserci esperienze editoriali che da molti anni nelle pieghe delle leggi lucrano risorse dello Stato alle quali non hanno diritto”. Natale sottolinea anche “allo stesso modo nessuno pensa che solo i quotidiani di partiti abbiano titolo per l’intervento pubblico, ovvero che Tremonti pensi per ’schemi parlamentari’, e l’area che qui oggi si ritrova e’ molto variegata e comprende esperienze come il quotidiano politico di lingua slovena a Trieste. Il pluralismo e’ un concetto molto piu’ ampio e piu’ ricco delle pur importanti testate di partito”. Natale coglie l’occasione quindi per affrontare l’argomento televisione, e nel ribadire che “l’operazione di pulizia e di rigore sia fatta alla luce del sole”, aggiunge “anche per questo continuiamo a chiedere che vengano convocati con urgenza gli Stati generali dell’editoria, quella dev’essere la sede nella quale mettere sul tavolo tutti i pezzi della crisi del settore, le idee e l’occasione per capire anche se il governo trovera’ il coraggio di invertire una tendenza ancora marcatamente e sfacciatamente favorevole alla tv, in particolare a Mediaset, come dimostra anche la serie di interventi proposta a meta’ dicembre nello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri e che tra l’altro ha liberalizzato in Italia il ‘product placement’, cioe’ la possibilita’ di spot pubblicitari in una gamma molto ampia di programmi, attirando ancor piu’ risorse verso la tv in un sistema come quello italiano gia’ pesantemente squilibrato ai danni della carta stampata”. (AGI) Vic (Segue)