LA NOTIZIA: SALE TENSIONE DOPO NUOVA SFIDA IRAN (ORE 19)
(AGI) - Roma, 30 nov. - La comunita’ internazionale replica minacciando la quarta tornata di sanzioni all’Iran che, con una nuova prova di forza, ha minacciato di costruire altri 10 impianti per l’arricchimento dell’uranio. Susan Rice, ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU, ha definito “inaccettabile” la decisione iraniana. Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, avvertendo l’Iran che la pazienza della comunita’ internazionale “non e’ illimitata” e che Teheran deve collaborare “senza se e senza ma” con l’Aiea (l’Agenzia Internazionale per l’energia atomica). La Russia, che e’ stata tra i Paesi co-sponsor della risoluzione dell’Aiea, si e’ detto “seriamente preoccupata” dagli ultimi sviluppi. E la Francia, che aveva anch’essa appoggiato la risoluzione dell’agenzia Onu, pur invitando a dare “un’ultima chance” all’Iran, ha aggiunto - sono parole del ministro degli Esteri, Bernard Kouchner- che il fatto l’Iran continui a ignorare le richiesta di una grande agenzia indipendente come l’Aiea e’ molto “pericoloso”.
Da Bruxelles Javier Solana, al suo posto di lavoro per l’ultimo giorno da titolare della Politica estera dell’UE, ha definito “sbagliata” la decisione iraniana. “Mi dispiace che abbiano preso questa decisione”, ha affermato Solana, “spero ancora nella possibilita’ che cambino idea”.
Nel continuo balletto di sfide e aperture, Teheran e’ tornata a dichiararsi disponibile al dialogo. Meno di ventiquattr’ore dopo aver annunciato l’apertura di altri dieci siti, Ali Larijani, presidente del Parlamento iraniano ed ex capo dei negoziatori sul nucleare, ha detto che la questione puo’ ancora essere risolta per via diplomatica. Ma l’influente politico conservatore ha anche fatto notare che ci sono pochi vantaggi per Teheran nell’essere membro del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP). La settimana scorsa l’organismo di controllo dell’Onu ha condannato severamente l’Iran per la costruzione dell’impianto di Qom. Adesso la replica di Larijani che segna il progressivo deteriorarsi dei rapporti tra l’Iran e la comunita’ internazionale: “Credo che i movimenti (dell’Aiea; ndr) stiano danneggiando il TNP… Ora essere membro del TNP o meno non fa differenza”. E il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki, ha accusato l’Aiea di imporre “la legge della giungla”: “La risoluzione contro l’Iran non e’ logica, non c’e’ nessuna ragionevolezza, e’ un atto di bullismo”, ha aggiunto il capo della diplomazia della repubblica islamica, ribadendo che Teheran non rinuncera’ mai al suo diritto alla tecnologia atomica previsto proprio dal Trattato di non proliferazione di cui e’ firmatario.(AGI) Red