FESTA TOSCANA: MARTINI,NON SACRIFICARE DIRITTI SU ALTARE CRISI

(AGI) - Firenze, 30 nov. - Un Claudio Martini emozionato e’ intervenuto stamani al Museo degli Argenti di palazzo Pitti per le celebrazioni della Festa della Toscana, di cui quest’anno ricorre il decimo anniversario dall’istituzione con legge regionale. Un messaggio, quello del presidente della Regione, giunto agli ultimi mesi del suo mandato, che assume anche il senso di un passaggio del testimone per il futuro. Cosi’ Martini ricollega idealmente la festa della Toscana, nata per celebrare il 30 novembre 1786, quando il Granducato, primo stato al mondo, aboli’ la pena di morte, alla Costituzione italiana, per la quale recentemente ha lanciato una raccolta di firme a difesa. E ancora. Martini riprende il tema della festa di quest’anno, “Arti, culture, futuro”, per dire quanto sia bella la Costituzione italiana, che non e’ soltanto un baluar do per i diritti civili, ma rappresenta anche “un’opera d’arte e di cultura”. Ma lo sguardo non si ferma all’Italia e l’appuntamento di domani, l’entrata in vigore ufficiale del trattato di Lisbona, la Costituzione Europea, suggerisce la riflessione sul tema dei diritti umani e sulla loro riaffermazione in un contesto mondiale fortemente condizionato da due elementi: la globalizzazione e la crisi economica internazionale. Un contesto che fa esprimere a Martini la preoccupazione che i diritti umani non divengano “l’agnello sacrificale sull’altare di una ripresa economica che non voglia fare i conti con le contraddizioni e gli errori che hanno portato alla crisi mondiale”. “Noi dobbiamo evitare - ha sottolineato Martini - questa spirale negativa e proporre un progetto praticabile di uscita dalla crisi che introduca i correttivi necessari per non tornare indietro, avviando invece una fase nuova. Bisogna perseg uire lo sviluppo congiunto dell’economia, dei diritti e della cultura per spezzare il circolo vizioso della mancata crescita, della discriminazione, della poverta’ e dell’esclusione, in nome di quel mondo piu’ giusto e civile al quale si sono votati tanti figli della nostra Toscana”. Dall’eredita’ del passato, la strada del futuro. (AGI) (AGI) - Firenze, 30 nov. - (AGI) - Firenze, 30 nov. - “In Toscana - ha continuato Martini - siamo decisi a tenerci stretta la lezione del passato, il filo che abbiamo costruito tra storia e memoria, prezioso per guidare i passi del nostro percorso di domani.” Ed ecco l’obiettivo sul quale richiama l’impegno di tutti e particolarmente dei giovani. “Oggi dobbiamo affrontare l’emergenza della disuguaglianza, che e’ la questione fondamentale di questo inizio secolo, insieme a quella della pace. La lotta sistematica alla poverta’ e’ un valore in se’, ma al tempo stesso ha anche i caratteri di strumento attivo ed efficace per la costruzione della pace. Se si abbandona il Pil - ha sottolineato il presidente della Regione - come misuratore di ricchezza e si adottano altri indici di benessere, si scopre che nei paesi piu’ egualitari la qualita’ della vita e’ migliore. Una maggiore uguaglianza diminuisce lo stress sociale non solo per chi sta in basso, ma per tutti. Aggredire questo problema delle disparita’ sociali - ha concluso Martini - e’ oggi la vera priorita’: lo e’ perche’ cosi’ si puo’ rilanciare una crescita sana, piu’ equilibrata, non fondata sulla malattia del debito; lo e’ perche’ cosi’ si possono combattere molte malattie sociali che ci affliggono.” Valori questi, secondo Martini, che la Costituzione italiana ben rappresenta e valorizza. Ecco perche’ essa, ribadisce il presidente, “rimane una straordinaria opportunita’ per ulteriori conquiste civili.” Ai giovani Martini affida il testimone e “a tutti coloro che opereranno in nome della Toscana nei prossimi anni auguro di essere all’altezza del compito e delle aspettative. E di esserlo in senso ampio: per entusiasmo, intelligenza, onesta’, ma anche per arte e cultura”. (AGI)

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