VERIFICHE FISCALI: FORMAZIONE, ACCORDO GDF-COMMERCIALISTI BOLOGNA
(AGI) - Bologna, 25 nov. -Accordo fatto tra la Guardia di Finanza e l’Ordine dei Commercialisti di Bologna sulla formazione: l’intesa e’ stata siglata sul campo nell’ambito del convegno “La verifica fiscale” presso l’Oratorio di San Filippo Neri, che ha visto il tutto esaurito in sala e accese proteste all’entrata da parte di chi e’ rimasto fuori, non potendo cosi’ avere i tre crediti formativi (sui trenta annuali) ai quali la partecipazione allo stesso convegno dava diritto. Il pioneristico accordo di collaborazione - un esperienza simile e’ in corso solo nell’Ordine milanese - e’ stato siglato dal presidente dell’Ordine Commercialisti di Bologna, Gianfranco Tomassoli, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, Generale di Brigata Pietro Burla: il legame e’ stato reso ancora piu’simbolico dalla consegna al comandante della Finanza dei “segni” dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Bologna. Subito in sala, a dimostrazione dell’intesa avvenuta, all’intervento di Luca Gaiani sulla “fiscalita” del trasferimento di aziende, innobili e altre attivita’ di impresa, e’ seguito quello del Ten.Col. Massimiliano Parpiglia sui su “il bonus aggregazioni ed il riallineamento grauito delle operazioni straordinarie: i profili procedurali delle disposizioni antielusive”. “Questi scambi e queste aperture con i professionisti dell’Ordine di Bologna - ha commentato il generale Burla - vede senz’altro un arricchimento su uno scambio di informazioni e di opinioni anche diverse, nell’ottica di una efficiente ed afficace azione della pubblica amministrazione. Si tratta in particolare - ha aggiunto il comandante della Finanza - di pensare all’applicabilita’ di procedure amministrative sempre piu’ efficaci, sempre piu’ condivise, peraltro nello spirito del legislatore e dello statuto dei diritti del contrbuente, che vede nel principio di buona fede e di collaborazione il principio base su cui instaurare il dialogo tra pubblica amministrazione e amministrazione finanziaria e contribuenti”. “Ci teniamo molto a questi rapporti con le istituzioni - ha dichiarato dal canto suo il Presidente dei commecalisti Gianfranco Tomassoli - per noi e’ un salto di qualita’, non di quantita’, perche’ i rapporti con la Finanza, con gli uffici imposte piuttosto che le istituzioni e’ assolutamente fondamentale. E’ un primo passo - ha aggiunto - ma direi che e’ proficuo il fatto che ci sia tutta questa gente che protesta e che non ha potuto entrare nella sala”. L’alleanza siglata porta anche a riflettere sul futuro della professione di commercialista . “La nostra professione, se intesa nella vecchia maniera,e’ destinata a finire- spiega Tomassoli - La provocazione che faccio sempre con i giovani e’ che il libero professionista deve essere sempre in movimento, altrimenti dovrebbe fare l’impiegato. I giovani devono ricavarsi nuovi spazi, inventarsi nuove cose e comunque studiare - conclude, ricordando che nella provincia di Bologna i commercialisti iscritti sono 2300 - ed essere sempre pronti”. La formazione, per il presidente dell’Ordine, e’ fondamentale ma solo con alle spalle un ordine che sappia seguire e tutelare il giovane commercialista, forse in sovrannumero oggi sul mercato come succede anche ad altre professioni. “Siccome gli avvocati sono tantissimi - ironizza Tomassoli - forse anche i dottori commercialisti sono troppi”. Nonostante il successo dell’iniziativa, resta comunque l’amarezza della piccola folla di giovani che non e’ riuscita ad entrare in sala, e che lamentava una carenza organizzativa legata al convegno. “Uno dei pochi eventi interessanti” ha commentato qualcuno con amarezza, ricordando che per venire aveva lasciato il lavoro. In realta’, spiegava qualcun altro dell’ordine, c’e'che le inziative di fine anno sono sempre le piu’ ambite, soprattutto per chi non e’ in regola con i crediti. La partecipazione - e’ stato peraltro ammesso - ha comunque superato le aspettative. Il convegno, gratuito, non era a prenotazione: cosi’ molti, venuti anche da fuori Bologna, hanno dovuto tornare indietro. “Non hanno voluto nemmeno prendere l’elenco dei nominativi degli esclusi - sottolineava qualcuno degli esclusi - per darci ugualmente il credito”. (AGI) Ari