SINODO AFRICANO: RICONCILIAZIONE E PRESENZA IN UNIONE AFRICANA

(AGI) - CdV, 13 ott. - “Gli episcopati africani - si legge ancora nella ‘relatio’ redatta da Turkson sulla base dei 160 interventi in aula - hanno pure un grande interesse a rinforzare la loro presenza nelle organizzazioni continentali in armonia con l’azione della Santa Sede per stimolare, incoraggiare e garantire le iniziative tendenti a promuovere la riconciliazione, la giustizia e la pace”. Inoltre, “i padri hanno proposto che le Chiese locali stabilissero cappellanie e che accompagnassero gli uomini politici con una formazione alla Dottrina sociale della Chiesa’”. Secondo i vescovi, “c’e’ grande bisogno di avere governi e politici in grado di assicurare una leadership al servizio dello Stato, con un esercizio trasparente e responsabile del potere, un rispetto dei diritti umani e una amministrazione delle risorse nazionali per il bene comune. E in linea con gli accordi del Nepad, sottoscritto da tutti gli stati-membri della Unione Africana, il Sinodo chiede che “vi sia rispetto per i governi democratici, che non si tollerino colpi di stato, e che si dia forma a una ‘Revisione dei meccanismi di Uguaglianza’ per correggere le scelte dei governi”.

Nel dibattito, poi, “i padri sinodali hanno colto come primo compito della Chiesa come ‘Famiglia di Dio in Africa’ la riabilitazione della famiglia africana nella sua dignita’ e nella sua vocazione dato che essa e’ minacciata: i padri sinodali hanno chiaramente denunciato le ideologie e i programmi internazionali che vengono imposti alle nostre nazioni sia con erronee motivazioni sia come condizionamenti in vista dell’aiuto per lo sviluppo. Sono dannosi per la famiglia. Per questo bisogna formare persone competenti e abilitarle, se necessario, a formare associazioni di famiglie cattoliche e altri movimenti di laici che difendono il bene della famiglia e si impegnano in pubblici dibattiti (conferenze, trasmissioni radio)”. Secondo i padri sinodali, infine, e’ necessario “introdurre nei seminari, nei noviziati, e nelle altre case di formazione delle contestuali analisi socio-pastorali allo scopo di evidenziare, valutare e prevenire ogni rischio o pericolo che possa minacciare l’istituzione famigliare”. (AGI)

Siz