IMMIGRATI: UNHCR, “NEL MEDITERRANEO PREVALGA LEGGE DEL MARE”

(AGI) - Roma, 20 ago. - La morte di 75 migranti nelle acque del canale di Sicilia sono una ennesima “tragedia del mare”, di fronte alla quale l’Alto commissariato delle Nazioni Unite (UNHCR)per i rifugiati lancia un appello affinche’ nel Mediterraneo “prevalgano la legge del mare e del rispetto della vita umana”. “Dalle prime testimonianze dei cinque sopravvissuti soccorsi al Lampedusa”, ha affermato Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr, “sembrerebbe che si tratti di una tragedia del mare che ha coinvolto 80 persone, la maggior parte eritrei, che erano a bordo di un gommone partito dalla Libia a fine luglio”.

I migranti sono rimasti in mare per almeno una ventina di giorni e, in base a quanto hanno raccontato i fortunati sbarcati a Lampedusa, le imbarcazioni che li avevano localizzati e alle quali avevano chiesto soccorso non si sono fermate. Solo una di esse si sarebbe limitata a dar loro acqua da bere. “E’ allarmante -sottolinea Boldrini- che per oltre venti giorni queste persone abbiano vagato nel Mediterraneo senza che nessuna imbarcazione le abbia soccorse. E’ un triste primato. E’ come se stesse prevalendo la paura di aiutare sul dovere di soccorrere chi e’ in difficolta’ in mare. E’ come se fosse passato il messaggio: ‘Chi arriva via mare e’ un vuoto di perdere’”.

L’Unhcr ricorda, inoltre, che “la quasi totalita’ degli eritrei che arrivano in Italia sono richiedenti asilo, persone in pericolo che cercano protezione e a cui l’Italia riconosce questo bisogno e questo diritto”. L’Alto commissariato dell’Onu, che nel 2007 indisse il premio ‘Per mare, al coraggio di chi salva vite umane’, rivolge “un appello a chi opera nel Mediterraneo, affinche’ prevalgano la legge del mare e il rispetto della vita umana, come e’ stato fatto con generosita’ e dedizione in questi anni”.

Fab (Segue)