SAHARAWI: CISP, RISCHIO CRISI UMANITARIA; SEMINARIO AL SENATO
(AGI) - Roma, 30 giu. - Dopo oltre 30 anni di una vita trascorsa nei campi profughi nel deserto aspettando pacificamente di vedersi riconoscere la propria indipendenza “i Saharawi non ce la fanno piu’. La loro situazione rischia di degenerare in una gravissima crisi umanitaria”. A sottolinearlo e’ stata la ong il Cisp-Sviluppo dei popoli durante il seminario ‘La societa’ italiana per il diritto internazionale: il caso del Sahara occidentale’, organizzato al Senato con l’Intergruppo parlamentare ‘Amici del popolo Saharawi’ e il sostegno della Direzione generale della Cooperazione del ministero degli Esteri. “Ormai sono tre le generazioni nate e vissute nei campi profughi”, ha argomentato Giulia Olmi, responsabile Cisp per l’Emilia Romagna, “finora hanno sperato che la Comunita’ internazionale rispettasse la promessa fatta di trovare una soluzione al loro dramma, quello di un popolo senza Stato, nei limiti del diritto internazionale, dunque pacificamente”.
Fatima Mahfoud, dell’Unione Donne Saharawi, ha raccontato il dramma della situazione del suo popolo: “Non ce la facciamo piu’, siamo al limite della sopportazione. Quanto ancora potranno sopportare i nostri giovani di vivere nei campi profughi in condizioni infernali, vedendo spesso violati i propri diritti?”.
Eppure la soluzione non sarebbe difficile, come hanno illustrato i 22 studenti del corso universitario sul Diritto internazionale e il caso del Sahara occidentale dell’universita’ di Bologna, sede di Forli’, che con l’occasione hanno presentato al Gruppo interparlamentare una risoluzione ad hoc. Nel documento si chiede alla comunita’ internazionale di rinnovare il proprio impegno per consentire al popolo Saharawi di esercitare il diritto all’autodeterminazione tramite referendum; favorire una soluzione del conflitto nel rispetto delle regole del diritto internazionale; permettere alla Minurso (la missione Onu per il referendum nel Sahara occidentale) di vigilare sul rispetto dei diritti umani e di prendere in considerazione misure che vadano oltre il semplice peace-keeping per scongiurare il rischio che la situazione si aggravi.
Oltre al presidente della commissione Diritti umani del Senato, Pietro Mercenaro, e’ intervenuta anche Carmen Motta per l’intergruppo Parlamentare, sottolineando “l’importanza” della risoluzione presentata dagli studenti, che “riassume le posizioni fondamentali su cui il nostro Paese e la comunita’ internazionale dovrebbero trovare un punto di convergenza per risolvere la questione Saharawi”. (AGI)
Red/Gav