PARLAMENTO: FINI, VITALE PER EVITARE SCORCIATOIE PLEBISCITARIE
(AGI) - Roma, 19 giu. - “Sotto questo profilo, pertanto - e’l'auspicio di Fini - occorre rimeditare l’idea che le leggi, in uno Stato di diritto, per quel che concerne almeno l’impianto politico-istituzionale di base, debbano essere ‘poche’ e ‘chiare’ e che, quindi, il rinnovo, a ritmi incalzanti, della relativa normazione, genera la grave consapevolezza che, per ragioni di comodo, e’ possibile sovvertire disinvoltamente l’ordinamento precostituito, anche quando questo continua a rispondere ad una pregnante logica di sistema”. Quanto, invece, alla funzione di controllo Fini sottolinea che “in primo luogo, nella gran parte dei sistemi politico-istituzionali contemporanei di tradizione parlamentare l’evoluzione dei rapporti Parlamento-Governo si caratterizza per il progressivo spostamento del baricentro verso il potere esecutivo. Anche nell’esperienza italiana, si assiste al fenomeno della graduale ridefinizione del ruolo del Parlamento, la cui ‘centralita’, che per anni ha contraddistinto l’ordinamento italiano, viene ridimensionata a favore dell’azione del Governo che vede aumentare i propri poteri decisionali e di intervento. Queste considerazioni valgono soprattutto con riferimento al potere legislativo, gia’ monopolio tipico del Parlamento e ormai condiviso con altri soggetti (Unione Europea, Governo e Regioni)”.
“La constatazione dell’evoluzione della forma di governo italiana non deve tuttavia - avverte - indurre a frettolose e superficiali conclusioni di una marginalizzazione dello stesso Parlamento. Le funzioni di controllo rappresentano il terreno su cui si puo’ fondare una rinnovata vitalita’ del Parlamento; si tratta di attivita’ che offrono le potenzialita’ piu’ ampie di sviluppo. Affinche’ i Parlamenti possano svolgere compiutamente queste funzioni e’ necessario aggiornare le metodologie di lavoro parlamentare. Possono risultare di conforto, nel delicato lavoro di aggiornamento, le esperienze piu’ avanzate in materia di controllo, a partire dal ruolo di verifica puntuale che le Commissioni parlamentari competenti svolgono nei confronti delle relazioni tecniche sugli effetti finanziari. Si tratta di un riscontro che attiva una costante dialettica con le strutture specializzate del Governo che comporta la richiesta di chiarimenti e che, talora, obbliga il Governo a correggersi. E’, quindi, necessario costruire procedure apposite e rafforzare la strumentazione a disposizione del Parlamento per sollecitare il Governo a motivare e a dar conto delle scelte assunte. E’ evidente - sottolinea - che non si tratta della mera verifica di adempimenti formali quali, ad esempio, l’adozione di provvedimenti ministeriali nei termini prescritti. Stiamo parlando di un lavoro assai piu’ articolato che implica la capacita’ di misurare la corrispondenza tra gli obiettivi dichiarati e i risultati concretamente conseguiti. Questa attivita’ potra’ essere di grande utilita’ anche ai fini del miglioramento della qualita’ della legislazione”. (AGI)
Red/Bal