IRAN: SABAHI, “BROGLI POSSIBILI, MA NON SU SCALA COSI’ VASTA”

(AGI) - Roma, 14 giu. - E’ “possibile, anzi probabile” che ci siano stati brogli nel voto in Iran, “ma non su scala cosi’ vasta” da permettere a Mahmoud Ahamdinejad di doppiare il suo diretto concorrente, il moderato Mir Hossein Moussavi. Ne’ e’ convinta Farian Sabahi, giornalista e studiosa italo-iraniana esperta di Iran, secondo cui la ragione del successo di Ahamdinejad e’ da ricercare altrove: “nella campagna elettorale in cui e’ impegnato da tre anni”.

Una campagna, aggiunge la Sabahi intervistata dall’Agi, che passa per gli aumenti salariali dati agli insegnanti e l’aumento delle pensioni; per l’attenzione al benessere economico della popolazione e per la distanza presa dalla casta degli intellettuali.

“Ahmadinejad non è mai stato amato dagli intellettuali” spiega, “ma ho avuto modo di verificare in questi anni l’evoluzione della situazione nei villaggi e nelle zone rurali e ci sono persone che piu’ che dei diritti umani e della liberta’ di parola si preoccupano del benessere quotidiano. Anche se i dati mostrano un’economia in difficolta’, bisogna ammettere che Ahmadinejad ha cercato di portare la ricchezza petrolifera sulle tavole degli iraniani, pur se con il sistema sbagliato perche’ ha prosciugato i fondi accumulati per affrontare le oscillazioni del costo del greggio”.

Molte negli anni e negli ultimi mesi le iniziative portate avanti da Ahmadinejad per conquistare l’elettorato: “ha dato contributi ai contadini vittime della siccita’ e l’assistenza sanitaria garantita, ma ha anche fatto distribuire patate ai poveri, dato una moneta d’oro alle coppie che si sono unite nei matrimoni di massa e pagato le bollette alle famiglie senza reddito”.

Khatami, per contro, si era inimicato le classi meno abbienti, come quella degli insegnati cui aveva negato per anni un aumento salariale, “mentre Ahmadinejad ha subito concesso un incremento del 30 per cento e ha aumentato del 50 per cento le pensioni ai pensionati”.

La Sabahi non ha dubbi che “quello che e’ successo avra’ conseguenze sullo scenario internazionale perche’ mette in difficolta’ Obama e rafforza le posizioni di Netanyahu”, ma sottolinea che “c’e’ da chiedersi se davvero Moussavi sarebbe stato piu’ moderato di Ahmadinejad”. (AGI)

Uba