RESISTENZA: MARTINI CELEBRA CADUTI PIAN D’ALBERO
(AGI) - Firenze, 30 mag. - La battaglia di Pian d’Albero, nella quale persero la vita 39 tra partigiani e civili, e’ stata commemorata stamani in piazza Elia dalla Costa, a Firenze, nell’ambito delle manifestazioni per il 65* Anniversario della Liberazione di Firenze. Alla celebrazione, organizzata da Regione Toscana e Anpi, assieme a Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Comune di Figline Valdarno, ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, che ha commemorato i caduti e conferito la medaglia d’oro a Giuseppina Cavicchi, sorella, figlia e nipote di tre dei caduti. Il presidente ha ricordato l’episodio, uno dei tanti della guerra di Liberazione, per la quale la Toscana ha pagato un prezzo molto alto: 281 le stragi compiute, 4.461 le vittime civili degli eccidi nazifascisti, centinaia i deportati. Il casolare della famiglia Cavicchi a Pian d’Albero, tra i boschi alle pendici del Pratomagno, era diventato il rifugio di giovani renitenti alla leva, soldati e civili in attesa di unirsi ai partigiani. All’alba del 20 giugno 1944 l’attacco delle forze tedesche investi’ un centinaio di uomini. Per spezzare l’assedio, 39 tra partigiani e civili persero la vita in uno scontro sanguinoso, che segno’ uno dei momenti piu’ dolorosi nella lotta della Resistenza toscana contro il nazifascismo. 19 prigionieri furono impiccati dai tedeschi lungo la strada, in localita’ Sant’Andrea. Tra questi, Aronne Cavicchi, giovanissimo, ucciso insieme al padre Norberto e al nonno Giuseppe. Tre generazioni unite dal sacrificio della vita nella lotta contro la dittatura nazifascista. Il presidente ha sottolineato come Pian d’Albero resti una testimonianza straordinaria del coraggio e dell’eroismo di chi lotto’ per riconquistare l’onore del nostro Paese. Ha ribadito la necessita’ di tenere alte le difese contro il negazionismo, che e’ un tentativo di cancellazione della realta’ e delle responsabilita’, ed esprime anche il rifiuto dell’universo etico e politico nato nel dopoguerra.
Il governatore ha parlato poi con preoccupazione dei sempre piu’ frequenti segnali che indicano il pericolo del riemergere del razzismo e dell’intolleranza, del rifiuto del dialogo e della ripresa di atteggiamenti di disprezzo delle regole della convivenza democratica. Ma sui diritti non si puo’ arretrare. E’ quanto si prefigge la legge sull’immigrazione che abbiamo proposto, una legge di civilta’ e giustizia che ha lo scopo di favorire le condizioni migliori per l’integrazione, la convivenza, il rispetto delle regole e la sicurezza. Insomma, rendere effettivo un sistema dei diritti umani che divenga part e fondante di un nuovo ordine internazionale. (AGI)
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