CONSUMI: COLDIRETTI, BENE STOP AD “ARANCIATA” SENZA ARANCIA

(AGI) - Roma, 31 mar. - E’ un importante risultato della Coldiretti e delle associazioni dei consumatori l’impegno a fermare l’arrivo in Italia delle bibite all’arancia senza arancia assunto dal Ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi e dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente l’iniziativa annunciata dal Governo per porre rimedio agli effetti dell’emendamento alla legge Comunitaria approvata al Senato che taglia l’obbligo del contenuto minimo del 12 per cento di succo di agrumi previsto fino ad ora per questo tipo di bevande.

“Fermare il via libera alle bevande ‘al gusto’ o ‘al sapore’ di arancia senza arance e’ un atto di responsabilita’ coerente - sostiene Marini - con l’esigenza di garantire il sacrosanto diritto a un’informazione trasparente sugli alimenti acquistati ma anche con la necessita’ di impedire la sostituzione del succo con aromi e coloranti che pongono seri dubbi sugli effetti per la salute. Peraltro - precisa Marini - l’eliminazione totale della soglia del 12 per cento farebbe sparire dalle tavole circa 120 milioni di chili di arance all’anno prodotti in 6.000 ettari di agrumeti, con danni evidenti per consumatori e produttori”.

Il testo che passa alla Camera prevede infatti l’abrogazione dell’articolo 1 della legge n’286 del 1961 secondo il quale - spiega la Coldiretti - ‘Le bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia, il cui gusto ed aroma fondamentale deriva dal loro contenuto di essenze di agrumi, o di paste aromatizzanti di agrumi, non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi in misura non inferiore al 12 per cento’.

“Ci auguriamo che questa battaglia per la qualita’ contro il falso Made in Italy e per la valorizzazione del vero prodotto italiano si estenda dall’aranciata’ senza arance al vino ’senza uva’ realizzato dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes, fino al formaggio prodotto utilizzando caseina e caseinati al posto del latte. E’ necessario dunque intervenire per contrastare l’arrivo di queste preoccupanti novita’ nei piatti degli italiani dove l’abbassamento della qualita’ dell’alimentazione di fronte alla crisi e’ un rischio reale che - conclude Marini - colpisce le classi economicamente piu’ deboli costrette a risparmiare sul cibo e per le quali e’ piu’ elevata l’incidenza della spesa alimentare sul totale”. (AGI)

Red/Fra