AIDS: INCONTRI HARD AI CASTELLI, PER CC C’E’ RISCHIO CONTAGIO
(AGI) - Roma, 28 feb. - A finire in manette, nell’ottobre scorso, erano stati due insospettabili agenti penitenziari (”Ivano”, 48 anni, e “Gessica”, 46) e un transessuale (”Luana”), accusati di organizzare periodicamente delle “gang bang”, ovvero performance sessuali di gruppo.
Mediamente, per avere diritto ad entrare nella “villa dei piaceri” bisognava sborsare 200 euro: i clienti piu’ assidui erano uomini, nella maggior parte dei casi sposati, a caccia di trasgressioni. Consistente il giro d’affari, valutabile in diverse decine di migliaia di euro: una parte degli incassi andava a Luana, la padrona di casa, che spesso partecipava anche agli incontri, un’altra parte alle “squillo” ingaggiate e un’altra parte ancora (la piu’ consistente) ai due poliziotti penitenziari.
Messi sulla pista giusta da alcune “soffiate”, i carabinieri hanno scoperto l’indirizzo della villa navigando su Internet: giorno ed ora degli appuntamenti venivano infatti aggiornati periodicamente attraverso un sito ad hoc. Il 15 ottobre scorso, quello che si sarebbe rivelato il “party” fatale: i militari hanno aspettato che tutti i clienti (una quindicina) entrassero, pagassero il biglietto e cominciassero a prendere “confidenza” con gli altri “invitati” per fare irruzione.
“I soldi ci servivano per pagare il buffet e il spumante”, hanno provato a difendersi gli organizzatori, ma i carabinieri non si sono fatti intenerire. Da quel pomeriggio il sito “incriminato” non viene piu’ aggiornato, ma ancora oggi - inconsapevole evidentemente di quanto successo - su uno dei blog collegati c’e’ chi offre per incontri ravvicinati “una splendida villa al mare, isolata e con spiaggia privata”. (AGI)
Bas