VATICANO:CALDEROLI, ‘ABROGATE 36MILA LEGGI, ELUANA E’ RAGIONE’
(AGI) - Roma, 31 dic. - Al Vaticano che decide di non recepire piu’ automaticamente le leggi italiane, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli risponde elencando i dati della sua azione di governo proprio per ridurre il numero delle norme. Il passo del Vaticano, ha spiegato in una nota, “mi ha obbligato a un esame di coscienza rispetto al lavoro fatto in questi sei mesi di governo e a quello che e’ stato realizzato in termini di semplificazione legislativa finora”.
Calderoli ha ricordato il lavoro fatto e quello che presto sara’ portato a compimento: “36.100 leggi gia’ abrogate, entro la fine del 2009 la realizzazione di una banca dati pubblica e gratuita, il riordino della legislazione residua in testi unici e codici e l’essere passati, gia’ oggi, da 430mila atti normativi, tra numerati e non, a meno di 15mila leggi attualmente in vigore”. A tutto questo, ha proseguito, “si deve aggiungere la semplificazione normativa e amministrativa che stiamo realizzando insieme all’amico Brunetta e che, una volta completata, portera’, entro il 2012, a 80 miliardi complessivi di minori spese”.
Dunque, ha poi commentato, “con il testimone consolante della mia coscienza relativa a questi primi sei mesi di lavoro non riuscivo a comprendere la posizione assunta del Vaticano, che avrebbe avuto invece ragione di esistere per il passato ovvero nel periodo delle complicazioni e di leggi anche in contrasto con la morale cattolica”.
Ora pero’, ha aggiunto, “penso di avere compreso le motivazioni che hanno portato il Vaticano ad assumere queste decisione: non sono tanto le leggi del passato, a cui stiamo ponendo rimedio, quanto l’interpretazione che viene data delle leggi stesse e in particolare il ruolo, a gamba tesa, della magistratura sul diritto alla vita e sul caso Eluana, ad aver portato a prendere questa decisione”.
Per Caderoli, “solo questo puo’ essere l’elemento che ha determinato una posizione cosi’ differente e netta rispetto a leggi che esistevano gia’. Se fosse davvero cosi’ la posizione del Vaticano e’ assolutamente legittima ed e’ chiaramente anche un atto di denuncia”. (AGI)
Com/Sab