CARCERI: MARONI, PROCEDE DIALOGO CON ROMANIA RIMPATRI DETENUTI
(AGI) - Bucarest, 30 set. - Il dialogo tra Italia e Romania sul problema del rimpatrio dei detenuti prosegue. Una soluzione sara’ presa durante il vertice che si terra’ a Roma il prossimo 9 ottobre. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e quello della Giustizia, Angelino Alfano, hanno incontrato oggi a Bucarest i loro colleghi romeni per discutere l’attuazione dell’accordo stipulato dai due Paesi nel 2003.
“Un incontro utile”, ha detto il titolare del Viminale, Maroni nel corso di una conferenza stampa. Durante la riunione e’ stato deciso di continuare la cooperazione tra le polizia italiana e romena nel quadro del piano “Itaro”. Nei prossimi giorni, inoltre, una commissione di esperti studiera’ come applicare l’accordo sui “minori non accompagnati” che entrera’ in vigore il prossimo 12 ottobre e l’accordo che prevede l’accompagnamento e il trasferimento dei detenuti nei rispettivi Paesi.
Maroni ha poi sottolineato “il clima di collaborazione che portera’ certamente ad una positiva conclusione del vertice di ottobre”. Sul rimpatrio dei romeni detenuti in Italia (2790, dei quali 805 scontano una pena definitiva) il ministro della Giustizia Alfano ha aggiunto: “le difficolta’ e i ritardi riscontrati sono dovuti ad aspetti procedurali. Lavoreremo per accelerare le procedure trovando le soluzione idonee”. Il guardasigilli ha quindi espresso molto soddisfazione” per l’esito dell’incontro e si e’ detto “fiducioso per l’applicazione di un accordo nel quale entrambi i paesi hanno molto creduto”.
Secondo il ministro dell’Interno Maroni, inoltre, molte delle polemiche nate in Italia sui provvedimenti del governo si sarebbero potute evitare: “il Trattato europeo gia’ stabilisce il rimpatrio con il consenso del detenuto, consenso che non serve se c’e’ un accordo bilaterale. Tra Italia e Romania questo accordo e’ stato firmato nel 2003″.
Rispondendo alle domande dei giornalisti romeni che chiedevano se il governo italiano ha qualcosa da rimproverarsi riguardo alla gestione del problema dei campi nomadi Maroni ha detto che “la situazione risale a molti anni fa. Sono centinaia, la maggior parte non e’ attrezzata, non ha servizi sociali, ne’ luce ne’ acqua. Intendiamo eliminare questa situazione di degrado e garantire a tutti i bambini il diritto di andare a scuola. Per fare tutto cio’ - ha spiegato - dobbiamo sapere chi c’e’ in quei campi. Dobbiamo completare il censimento e allora avremmo tutti i dati”. (AGI)
Fri