DIFFAMAZIONE: FRAGALA’ CHIEDE SCUSA E WOODCOCK RIMETTE QUERELA
(AGI) - Roma, 25 set. - Il tribunale monocratico di Roma ha chiuso con un ‘non doversi procedere’, per remissione di querela del pm Henry John Woodcock, il processo a carico dell’ex parlamentare Enzo Fragala’ denunciato dal magistrato all’indomani di una intervista comparsa su Repubblica il 17 giugno 2006 in cui l’allora esponente di An parlo’ di “nuovo caso Tortora” commentando le misure cautelari emesse dal gip di Potenza nei confronti di Vittorio Emanuele di Savoia e di Salvo Sottile, all’epoca responsabile dell’ufficio stampa di Gianfranco Fini. Decisive ai fini della conclusione della vicenda penale, le scuse di Fragala’ che in aula ha voluto chiarire il senso di quelle dichiarazioni. “Con quella intervista - ha esordito Fragala’, ora avvocato dopo tre legislature - non intendevo ne’ criticare ne’ aggredire ne’ denigrare il pm e il suo operato. Non avevo fatto neppure il nome di Woodcock. Parlando di Tortora, come quel giorno fecero altri esponenti politici, volevo stigmatizzare la spettacolarizzazione dei provvedimenti cautelari che vengono in buona parte riportati dagli organi di stampa (in quel caso le agenzie) quando dovrebbero essere coperti dal segreto di indagine e prima che il cittadino interessato venga informato. Mi rammarico, e per questo chiedo scusa a Woodcock, dell’equivoco che si e’ creato - ha proseguito Fragala’ - tanto piu’ che del pm ho sempre apprezzato l’indipendenza e la professionalita’ tanto da considerarlo un ‘cane sciolto’ come lo era Giovanni Falcone”. Dal canto suo, Woodcock si e’ limitato a spiegare al tribunale di aver sporto querela perche’ “evocare il caso Tortora, ormai individuato nella storia del nostro paese come l’archetipo dell’errore giudiziario e l’esempio classico di malagiustizia, ha costituto per me un fatto devastante. Qualche giorno dopo quell’intervista - ha detto Woodcock - sono stato sottoposto a ispezione ministeriale, poi archiviata dall’ufficio a riprova dell’assoluta regolarita’ dell’inchiesta. Senza dimenticare che le misure cautelari vengono emesse dal gip e non dal pm. Ritengo sacrosanto il diritto di critica da parte di chicchessia - ha concluso il magistrato di Potenza - ma quelle parole furono espresse quando nel merito del procedimento penale nessuno sapeva nulla”. Soddisfatto delle scuse espresse in udienza da Fragala’, Woodcock ha quindi deciso di rimettere la querela. Per il tribunale e’ stato inevitabile chiudere li’ il processo. (AGI)
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