INTERCETTAZIONI: MASTELLA A PRODI, ISTIGHI A VIOLAZIONE LEGGE
(AGI) - Roma, 31 ago. - ‘Quelle intercettazioni, se non ho capito male, saranno valutate dalla Procura di Roma. Bolzano le ha trasmesse per competenza, non ipotizzando alcun reato nei confronti dell’allora presidente del Consiglio. Aspettiamo. Quando il fascicolo sara’ archiviato ne riparleremo. Renderle pubbliche oggi e’ una violazione del segreto istruttorio’. In un’intervista alla Stampa, l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella commenta la pubblicazione delle telefonate private di Romano Prodi e ‘bacchetta’ la reazione dell’ex premier. ‘Mi dispiace dirlo - sottolinea il leader dell’Udeur - ma non condivido le motivazioni che Prodi ha dato nei confronti dell’agguato giornalistico che gli e’ stato teso. E va bene che non gli piace il bavaglio alla stampa, che non vuole mettere il silenziatore alle indagini sulla corruzione eccetera, eccetera. Ma perche’ istigare a violare la legge? Non quella che verra’, quella di oggi. Caro Romano, ti sono vicino - dice Mastella ? esprimo tutta la mia solidarieta’ umana e proprio per questo ti invito a ragionare’. Mastella auspica un ritorno da parte del Parlamento al suo disegno di legge sulle intercettazioni che ‘metteva al centro il cittadino e il suo diritto inalienabile alla privacy. E tentava di coniugare questo diritto con un altro diritto, quello di perseguire i reati, di individuare e punire i colepvoli. Voglio dire - prosegue l’ex Guardasigilli - che non mortificava lo strumento delle intercettazioni telefoniche o ambientali, ma costruiva una cornice di protezione attorno ad esse. Disincentivando il mercato della fuga di notizie’.
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