G8 GENOVA: PM, FATTI DIAZ PIU’ GRAVI DI MOLOTOV LANCIATE
(AGI)- Genova, 17 lug. - - “Speriamo che la sentenza riporti alla luce e abbia come base il principio fondamentale della democrazia, che e’ che la polizia rispetti la legge. Noi avremmo voluto che lo facesse. I fatti che abbiamo illustrato sono cosi’ gravi perche’ minacciano la democrazia piu’ delle molotov lanciate”: lo ha detto il pm Enrico Zucca a conclusione della sua requisitoria spiegando le ragioni delle richieste di pena nei confronti dei 29 imputati per la sanguinosa irruzione alla scuola Diaz. “I fatti che abbiamo descritto sono gravi violazioni di attivita’ di polizia e di PG. La regola del giudizio deve essere la convinzione oltre ogni ragionevole dubbio. Noi riteniamo che la vostra decidione - ha affermato sempre rivolgendosi alla corte - che la vostra decisione sara’ giusta se passera’ attraverso il riconoscimento della gravita’ dei fatti. Le ferite pregresse non solo non ci sono mai state ma sono oltraggiose e vili e i comportamenti sono stati gravissimi. L’espressione che aveva sentito dire spesso e’ stata ’sospensione del diritto’, utilizzata da un giudice a Londra dove ci siamo recati per sentire alcuni testi. Quel giudice disse che, da quanto avevano dichiarato i testimoni, gli era sembrato che quella notte la legge fosse sospesa. Quel giudice, pero’, non aveva il ruolo di questa corte. Non riteniamo che le azioni commesse si possano ridurre ad errori, a lacune di organizzazione; quella notte non e’ stata solamente usata la mano pesante. In questa vicenda i comportamenti devianti non sono commessi nel contesto di singoli e sparuti agenti o gruppi: c’e’ stata, invece, la diffusa violazione di norme considerate d’impiccio allo svolgimento dell’azione delle forze dell’ordine. Non ci fu premeditazione: il comportamento di ciascun imputato fu il frutto di una risoluzione avvenuta sul campo che e’ poi degenerata. La genesi dei comportamenti criminosi e’ da ricercarsi nella necessita’ di rimediare ad un operato fallimentare e poco professionale di reparti senza una giuda adeguata. Per quanto riguarda gli aspetti di Polizia Giudiziaria, ‘e’ emerso in pieno il fenomeno della ‘corruzione per una nobile causa’, - ha spiegato Zucca - per cui aggiustare, manipolare le prove a carico di soggetti che si ritengono colpevoli si ritiene giustificato dall’obiettivo della polizia. Le truppe si muovono pensando ‘Dio e’ con noi’, identificando chi e’ nel giusto e chi no’. ‘Di fronte a fatti di tale gravita’ - ha chiesto Zucca alla corte - le richieste di pena come possono essere adeguate? Tuttavia, va tenuto conto di chi sono gli imputati: hanno tutti carriere importanti, hanno ricoperto ruoli difficili, godono della stima di tutti. Quindi, se e’ tale la gravita’ dei fatti, bisogna pero’ tenere conto che la spinta ad agire vieniva da persone che hanno ritenuto di fare il loro dovere. Per questo - ha concluso il pm - riteniamo di dover chiedere la concessione delle attenuanti generiche’.(AGI)
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