ATOMICHE AVIANO: PG CASSAZIONE, SU RIMOZIONE NON DECIDE ITALIA

(AGI) - Roma, 8 lug. - Il giudice italiano non puo’ ordinare agli Stati Uniti di rimuovere gli ordigni atomici che sarebbero presenti nella base aerea di Aviano. E’ quanto sostiene il sostituto procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, chiedendo alle sezioni unite civili della Suprema Corte di dichiarare il difetto di giurisdizione dell’autorita’ giudiziaria italiana in merito al procedimento aperto davanti al Tribunale di Pordenone con la citazione a giudizio degli Usa da parte di cinque cittadini che vivono nei pressi della base di Aviano.

Il caso, approdato oggi davanti agli ‘ermellini’ (per il cui verdetto bisognera’ attendere il deposito dell’ordinanza nelle prossime settimane), prende il via da un esposto presentato dai cinque residenti ad Aviano, secondo i quali la presenza di ordigni nucleari nella base e’ “illegittima in base al diritto internazionale ed ai trattati internazionali e rappresenta un pericolo per la salute e la vita”. Per questo, avevano chiesto al giudice di ordinare agli Stati Uniti di procedere alla rimozione delle presunte bombe dal territorio italiano e di condannare gli Usa al risarcimento danni. Il Governo americano, pero’, ha sollevato il difetto di giurisdizione, e il pg Ciccolo, nella sua requisitoria scritta, mostra di condividere la tesi degli Usa.

Il Trattato del Nord Atlantico “non pone soltanto un obbligo reciproco di intervento nell’ipotesi di aggressione proveniente dall’esterno - scrive il pg - ma prevede anche un’ulteriore serie di obblighi aventi lo scopo di accrescere la capacita’ di resistenza degli Stati contraenti ad una aggressione armata”. La base militare “di cui si contesta la presenza nel territorio italiano - rileva Ciccolo - si inserisce e’ indubbio, come ufficialmente conclamato dal Governo, nelle iniziative volte a realizzare un apparato difensivo nell’interesse comune dei due Stati (Italia e Stati Uniti) a tutela della loro sicurezza e nel rispetto di obblighi parzialmente assunti”. Secondo il pg, dunque, “le attivita’ che in essa si svolgono vanno percio’ ricollegate all’esercizio di poteri di imperio ed appaiono altresi’ giustificate in base a quanto richiesto dal cosiddetto Patto Atlantico”. (AGI)

Oll