PECHINO 2008: AMNESTY, CONTO ALLA ROVESCIA PER DIRITTI UMANI
(AGI) - Roma, 31 mar. - Nel giorno in cui dalla Piazza Tienanmen e’ iniziato il lungo viaggio della fiaccola olimpica, Amnesty International ha pubblicato un nuovo rapporto sui diritti umani in Cina e ha chiesto alle autorita’ di Pechino di “porre immediatamente fine” alle misure repressive nei confronti dei difensori dei diritti umani nel Paese e nelle regioni limitrofe. “A causa delle Olimpiadi la repressione contro gli attivisti e’ aumentata anziche’ diminuire”, ha denunciato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty, “a Pechino e nei dintorni, nel periodo di ‘pulizia’ pre-olimpica, le autorita’ hanno ridotto al silenzio e imprigionato attivisti per i diritti umani. In Tibet il recente intervento della polizia e dell’esercito contro i manifestanti ha dato luogo a gravi violazioni dei diritti umani”.
Per l’organizzazione, i comportamenti di Pechino “mettono in dubbio la serieta’ dell’impegno cinese di migliorare la situazione dei diritti umani con l’approssimarsi dei Giochi” e per questo serve che il Comitato olimpico internazionale e i leader mondiali chiedano “pubblicamente un cambiamento” dell’atteggiamento censorio cinese.
Nel nuovo rapporto, Amnesty chiede di consentire l’immediato ingresso in Tibet di ispettori delle Nazioni Unite e di altri osservatori indipendenti; porre fine ad arresti arbitrari, intimidazioni e minacce nei confronti degli attivisti; non applicare piu’ forme punitive di detenzione amministrativa; consentire a tutti i giornalisti di operare in piena liberta’; liberare i prigionieri di coscienza; ridurre il numero dei reati per i quali e’ prevista la pena di morte, come primo passo verso la sua abolizione. (AGI)
Com/Gav