LA NOTIZIA:ASSEGNAZIONE FREQUENZE TV,UE BOCCIA ITALIA(ORE14)
(AGI) - Roma, 31 gen. - Il regime di assegnazione delle frequenze per le attivita’ di trasmissione televisiva e’ “contrario al diritto comunitario”. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea in una sentenza. I giudici di Lussemburgo danno quindi ragione alla Centro Europa 7 srl, che nel 1999 aveva ottenuto dalle autorita’ italiane l’autorizzazione a trasmettere a livello nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle frequenze. Dopo che la richiesta di risarcimento per il danno subito era stata respinta dal giudice amministrativo, il caso e’ finito sul tavolo del Consiglio di Stato che ha interpellato la Corte Ue, spiegando che il piano di assegnazione delle frequenze previsto dalla legge italiana non e’ mai stato applicato, mentre diverse leggi hanno continuato a prorogare il regime transitorio. “L’applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti”, ha scritto la Corte europea, “ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze”, effetto “restrittivo”, consolidato anche dall’autorizzazione generale “a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi….Quindi l’assegnazione in esclusiva e senza limiti di tempo delle frequenze ad un numero limitato di operatori esistenti, che non tenga conto dei criteri “obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati” e’ “contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi”.
Immediate le reazioni, di taglio diverso, sopratutto sul fronte politico. “La Corte di Giustizia europea ha ragione” ha detto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni spiegando che “la legge vigente dovra’ comunque essere modificata in Parlamento, anche per far fronte alle incombenti procedure di infrazione comunitaria” e aggiungendo che il Ministero delle comunicazioni aveva segnalato il 15 novembre 2006 la necessita’ di modificare la posizione sostenuta in giudizio dall’Avvocatura dello Stato” e che “al riconoscimento di tale diritto si ispira il mio Ddl che assegna a chi e’ titolare di concessione la priorita’ per le frequenze liberate dal trasferimento di due reti in digitale”. “Felicitazioni” sono giunte dalla Commissione europea che sottolinea come in Italia ci sia “un sistema di discriminazione a favore degli operatori esistenti”. E se il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli osserva che “la sentenza e’ la conferma della grave situazione di conflitto di interessi esistente in Italia”, per l’ex ministro Maurizio Gasparri, “la decisione della Corte Europea sulle frequenze era prevista da tempo, ma e’ un problema ampiamente e facilmente risolvibile con una piccola modifica a un articolo della legge vigente in materia radiotelevisiva….Abbiamo da tempo pronto l’emendamento alla Legge 112/2004 che la rendera’, anche in questo singolo aspetto, totalmente conforme alla volonta’ dell’Unione Europea”. (AGI)
Red