CONTRADA: SONO SEPOLTO VIVO, TRATTATO COME UN CAPOMAFIA

(AGI) - Roma, 31 dic. - “Tutto cio’ che sta accadendo intorno a questa storia comincia da avere risvolti surreali. In questa nuova struttura sanitaria con la scusa dei controlli medici mi hanno sepolto vivo”. Dopo le polemiche scatenate negli ultimi giorni sul procedimento di grazia nei confronti di Bruno Contrada, il Giornale pubblica un’ intervista all’ ex funzionario del Sisde, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. “Qui rischio di morire” accusa Contrada. “Qui non ho diritto all’ ora d’aria, non posso leggere i giornali, fare una partita a carte. Stanno equiparando la mia posizione a quella di un capomafia in regime di 41 bis. Non ho chiesto la grazia e mai la chiedera’ al Capo dello Stato. Voglio una sistemazione umana, nient’ altro. Che tenga conto del mio grado di Generale della Polizia di Stato e del mio grave stato di salute. Rivoglio l’ onore che mi e’ stato tolto. Chiedo la revisione del processo perche’ occorre far luce su una delle piu’ vergognose vicende giudiziarie di questo secolo”. (AGI)
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